11-11-11 (film horror, thriller)

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Quanti significati può assumere la paura e come possono interagire con la mente dello spettatore attraverso intricati meccanismi psicologici? Spesso la costruzione che viene fatta dalle pellicole horror degne di tal nome è basata più sulla costruzione di un’immagine che riesce a mettere in risalto in modo sapiente le debolezze dell’animo umano. Laddove la percezione negativa scatena nello spettatore paura ed ansia, tanto più forte è la sensazione che una situazione possa essere reale, ma l’esplorazione di questo sconfinato mondo non può certo prescindere dal considerare anche elementi di natura paranormale, come spesso è accaduto con film recenti.
Questo è il caso di 11-11-11, pellicola che fonda tutto sul senso di tensione derivato da situazioni inizialmente poco chiare, ma che ben presto delineano il netto percorso narrativo voluto dal regista Darren Lynn, che ha realizzato anche la sceneggiatura. La trama vede al centro della vicenda un tragico avvenimento, quale (fin troppo abusato) catalizzatore di tutta una serie di situazioni che ben presto si riveleranno in tutta la loro magnificente pericolosità.
In seguito alla perdita dei propri cari, la moglie ed il figlio, Joseph Crone (Timothy Gibbs) decide di abbandonare gli Stati Uniti alla ricerca di qualcosa che nemmeno lui sa bene come trovare, nel tentativo di colmare un dolore e un disagio interiore che non sembrano aver fine. Lo scrittore viaggia quindi alla volta della Spagna, con destinazione Barcellona, per recarsi dove vivono il padre ed il fratello Samuel (Michael Landes), ma il viaggio non sarà che l’inizio di qualcosa di molto più grande. L’incubo infatti inizia subito a presentarsi in maniera beffarda, attraverso una ciclica e costante riproposizione del numero 11, che pare stranamente collegato ad alcuni fatti con i quali Joseph si ritroverà ad avere a che fare. La realtà, però, sarà molto più inquietante e solo riuscendo a cogliere il terribile segnale di avvertimento rappresentato dall’11/11/11 ogni cosa apparirà finalmente chiara, anche se non sarà facile evitare il tetro piano del fato.

Ancora una volta ci si ritrova ad avere a che fare con una pellicola appartenente al genere horror, ma che strizza l’occhio al filone thriller giocando molto sulla tensione narrativa e sulla capacità d’insinuare nello spettatore inizialmente dubbi e successivamente oscure tessere che andranno a caratterizzare un mosaico sempre più definito nella sue dimensione. Il problema è che ormai queste tematiche rappresentano una costante che difficilmente riesce a sorprendere come in passato e, anche in questo caso, non si può certo parlare né di originalità né di qualità complessiva. Sicuramente la pellicola potrà essere apprezzata dagli estimatori del genere e da chi con i numeri si diverte in certi articolati ragionamenti, nonostante le prove non esaltanti del cast, tuttavia non possiamo che rilevare ancora una volta che alla base di tutto vi siano state poche idee e nemmeno troppo ispirate.
Un peccato perché l’idea di basare tutto sui numeri poteva prestarsi ad una migliore elaborazione, ma a conti fatti sarebbe stato anche impensabile aspettarsi qualcosa di meglio rispetto al risultato finale giunto nelle sale.

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