5 film che tutti dovrebbero vedere (recensione)

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Il cinema è un’ arte , e nella sua lunghissima storia , sono moltissimi i veri e propri capolavori che sono stati girati e che meritano di essere visti.
Questo perchè sono moltissimi i lungometraggi diretti e recitati nel corso degli anni che riescono davvero ad arricchire lo spettatore , comunicando talmente tante emozioni da riuscire a rimanergli dentro , riuscendo a stimolare la riflessione su sè stessi e sulla propria vita.
Basti pensare a qualche titolo per avere un’idea di quanto possa essere importante dedicare due ore del proprio tempo alla visione di alcuni capolavori dell’arte più recente che sia stata creata: “Arancia meccanica”, per esempio, indiscusso capolavoro di Stanley Kubrick, girato nel 1971, che ha dato un vero e proprio scossone all’ intera opinione pubblica contemporanea alla sua uscita.

Il film, magistralmente diretto, ruota attorno al gruppo dei “Drughi”, quattro ragazzi della media borghesia inglese che impazzano per la città scatenandosi in violenze crudeli e gratuite, sesso e furti, fino alla cattura e alla punizione, altrettanto violenta, decisa dallo Stato nei confronti del criminale principale, il vero protagonista del film tra i quattro giovani, che ha il volto truccato in modo in quietante di Malcolm Mac Dowell.
Crudo fino all’esasperazione, il film scuote profondamente lo spettatore, lasciandolo alla fine con un terribile interrogativo, in qualche modo riconducibile al platoniano “chi controlla il controllore?”: la società può compiere atti criminosi contro i criminali? Un vero capolavoro da vedere assolutamente, come tutti i film del poliedrico regista che ci ha lasciato poco più di dieci anni fa.
Altro film da vedere assolutamente, per una funzione completamente diversa, è “Il padrino”, capolavoro di Coppola incentrato sulla storia di una famiglia mafiosa negli Stati Uniti d’America. La regia perfetta, la recitazione di un cast a dir poco stellare, che annovera tra i protagonisti il Gotha del cinema di tutti i tempi (Marlon Brando, Robert De Niro, Al Pacino, Diane Keaton), in una epopea crudele e coinvolgente, tanto da aver veramente fatto epoca.
E per altre ragioni ancora, invece, è assolutamente da vedere “Train de vie”, favola moderna romantica e tragica, che fa sorridere nella sua immensa e reale drammaticità, che racconta del tentativo di fuga dalla Germania di un intero villaggio di ebrei, che decidono di tentare il tutto per tutto salendo tutti a bordo di un convoglio e fingendo di essere già nelle mani dei tedeschi. Da vedere, con tutto il dolore che la Shoa evoca. E da vedere, perchè spaccati di due momenti storici molto diversi e di due culture molto diverse, descritte con la stessa intensità e lo stesso affettuoso dolore “Roma città aperta”, capolavoro Rosselliniano dell’immediato dopoguerra romano schiacciato dalla dittatura tedesca, e, agli antipodi, “American Beaty”, di Sam Mendes che descrive con un’analoga crudezza una società, quella borghese americana contemporanea, schiacciata dalla dittatura del consumismo.

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