8 marzo…perché lo festeggiamo?

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Ma vi siete mai lontanamente chiesti perché si festeggia “la donna” proprio in questo determinato giorno? Io mi sono documentata per voi (se vi va di conoscere qualcosa in più del nostro passato)… La mia ricerca mi porta su tre date ben distinte tra loro, il 1908-09, il 1910 e il 1917.
Nel 1908-09 gli Stati Uniti furono i primi a festeggiare il “Woman’s Day”. Tutto ebbe inizio durante il VII Congresso della II Internazionale socialista a Stoccarda nel 1907, qui vennero discusse tesi su cosa fare in caso di una guerra europea, sul colonialismo e, di nostro interesse, la questione femminile e la rivendicazione del voto alla donne.
Su quest’ultimo argomento i partiti socialisti lottarono per l’introduzione del suffragio universale delle donne ma senza allearsi con le femministe borghesi che reclamavano lo stesso diritto. Fu tenuta, in seguito, una Conferenza internazionale delle donne socialiste nella quale si decise la creazione di un Ufficio di informazione delle donne, esso divenne l’organo internazionale delle donne socialiste dal quale però si esclusero le femministe borghesi.

Corinne Brown dovette presiedere, il 3 maggio 1908, causa l’assenza dell’oratore ufficiale designato, la conferenza tenuta dal Partito socialista.In questa conferenza furono invitate, per la prima volta, anche donne ed è per questo che fu chiamata «Woman’s Day», il giorno della donna. Si discusse infatti dello sfruttamento operato dai datori di lavoro ai danni delle operaie in termini di basso salario e di orario di lavoro, delle discriminazioni sessuali e del diritto di voto alle donne.
In seguito a quest’assemblea il Partito socialista americano raccomandò a tutte le sezioni locali «di riservare l’ultima domenica di febbraio per l’organizzazione di una manifestazione in favore del diritto di voto femminile». Fu così che negli Stati Uniti la prima e ufficiale giornata della donna fu celebrata il 28 febbraio 1909.
Passiamo ad un’altra nazione, ci troviamo a Copenaghen nell’anno 1910.
Qui si verificò un lunghissimo sciopero, che vide protagoniste più di 20.000 camiciaie newyorkesi, durato quasi un anno dal novembre 1908 al febbraio 1909, fu considerato, nel Woman’s Day tenuto a New York, una manifestazione che univa le rivendicazioni sindacali e politiche relative al riconoscimento del diritto di voto femminile. Le delegate socialiste americane, forti dell’affermazione della manifestazione della giornata della donna, decisero di proporre alla II Conferenza internazionale delle donne socialiste, tenutasi a Copenaghen nel 1910 di istituire una comune giornata dedicata alla rivendicazione dei diritti delle donne.

Mentre negli Stati Uniti continuò a tenersi l’ultima domenica di febbraio, in altri paesi europei si tenne il 19 marzo 1911 su proposta del Segretariato internazionale delle donne socialiste, quella data fu scelta perché, in Germania il 19 marzo 1848 durante la rivoluzione il re di Prussia riconobbe la potenza di un popolo armato e cedere davanti alla minaccia di una rivolta proletaria, tra le promesse che fece ma che in seguito dimenticò, figurava il riconoscimento del diritto di voto alle donne. In Francia la manifestazione si tenne il 18 marzo 1911, data in cui cadeva il quarantennale della Comune di Parigi. Non fu però ripetuta tutti gli anni, né celebrata in tutti i paesi: in Russia si tenne solo nel 1913 su iniziativa del Partito bolscevico, interrotta poi dalla polizia zarista che operò numerosi arresti. In Germania, dopo il 1911, fu ripetuta l’8 marzo 1914 proclamata dai socialisti tedeschi, mentre in Francia si tenne con una manifestazione organizzata dal Partito socialista a Parigi il 9 marzo 1914.
Ed eccoci arrivati all’ultima data che ancora oggi è in vigore… C’è da dire che tutte le celebrazioni furono interrotte con l’inizio della Prima guerra mondiale in tutti i paesi belligeranti, finché a San Pietroburgo, l’8 marzo 1917 le donne della capitale guidarono una grande manifestazione che rivendicava la fine della guerra che incoraggiò successive manifestazioni di protesta così che l’8 marzo 1917 è rimasto nella storia a indicare l’inizio delle rivoluzioni. Fu così che, al seguito di tutte queste rivoluzioni il 14 giugno 1921 durante la Seconda conferenza internazionale delle donne comuniste fissò all’8 marzo la «Giornata internazionale dell’operaia».
Da noi la Giornata internazionale della donna fu ottenuta soltanto nel 1922, per iniziativa del Partito comunista d’Italia, venne festeggiata il 12 marzo, in quanto prima domenica successiva all’ormai fatidico 8 marzo.
La connotazione fortemente politica della Giornata della donna e le vicende della Seconda guerra mondiale, contribuirono alla perdita della memoria delle origini della manifestazione. Così, nel dopoguerra, cominciarono a circolare fantasiose versioni, secondo le quali l’8 marzo avrebbe ricordato la morte di centinaia di operaie nel rogo di una inesistente fabbrica di camicie avvenuto nel 1908 a New York, facendo confusione con una tragedia realmente verificatasi il 25 marzo 1911, nella quale morirono 146 lavoratori, in gran parte giovani donne immigrate dall’Europa.
La mimosa, come fiore, venne abbinata a questa giornata di festa nel 1946, fu scelto soltanto perchè è il fiore che sboccia in questo periodo.
Spero via piaccia questo escursus storico che oggi ha perso un pò il suo valore ed è rimasto soltanto la parte commerciale dell’iniziativa. L’immagine della donna in questo periodo è molto sottovalutata, ma sta a noi renderla nuovamente degna di considerazione.

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