A Dangerous Method (Film)

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Uscito da una settimana circa nelle sale cinematografiche nostrane, dopo la presentazione al Festival del Cinema di Venezia, ” A dangerous Method ” è il nuovo capolavoro di David Cronemberg , uno dei cineasti più controversi del nostro tempo.
Se i film precedenti del regista sono una continua commistione tra materia reale e materia onirica , in ” A dangerous method ” Cronemberg si tuffa nella mente dell’uomo , cercando di scandagliarla più a fondo possibile.
La trama del film ruota intorno al complesso rapporto tra due padri della psicoanalisi , Sigmund Freud e Carl Gustav Jung , e la giovane Sabina Spielrein , inizialmente loro paziente , mente brillante che arriverà quasi a superare i maestri nella loro stessa scienza .

Il rapporto tra i tre protagonisti si modifica continuamente nel corso della pellicola , che analizza in particolare la relazione passionale e burrascosa tra la Spelrein e Jung , completamente travolto dalla ragazza ma imprigionato allo stesso tempo nelle convenzioni del tempo.
Un film didascalico , quindi , ma anche cerebrale , e proprio per questo affascinante , nel quale prendono corpo veri e propri labirinti della mente nei quali in brevissimo tempo viene intrappolato lo stesso spettatore , presto prigioniero dei tre personaggi del film e delle dinamiche che intercorrono tra loro .
Alla grandezza del regista fa da contraltare un cast davvero eccellente , con l ‘ ormai sempiterno protagonista delle pellicole di Cronemberg , l’eccellente Viggo Mortensen , affascinante Freud , affiancato dal bravo Michael Fassbender, che veste la parte del giovane e confuso Jung come un guanto.
Ma la vera sorpresa del film è Keira Knightly , che per la prima volta buca davvero lo schermo , con una interpretazione che segna una vera maturità recitativa , completamente assente in tutti i film che hanno precededuto ” A dangerous method “: sapiente , vibrante , molto espressiva , la Knigthly riesce a vestire il personaggio di Sabrina Spielrein di una vividezza che la rende allo stesso tempo attraente e repulsiva, per lo spettatore come per i due protagonisti , sempre in bilico tra l’abbandonarsi a lei e l ‘ utilizzarla solamente come mero studio per la propria scienza.

A fare da sfondo alla bravura dei tre attori , un impianto scenico più teatrale che cinematografico , a differenza di tutti i precedenti film di Cronemberg, con una fotografia perfetta e particolarmente realistica : insomma , davvero da non perdere , per 99 minuti che , a dispetto del tema non sempre facile , non annoiano mai.

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