Acqua in bocca di Andrea Camilleri e Carlo Lucarelli (libro)

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Il cadavere di una donna viene ritrovato nella stazione di Bologna con un pesciolino in bocca. A svolgere le indagini sull’ apparente omicidio viene chiamata l’ ispettrice Grazia Negro, ma ben presto si rende conto che il caso è più complicato di quanto pensava. Decide così di chiedere aiuto ad un collega siciliano, il commissario Salvo Montalbano…
Scritto a quattro mani dai due dei più alti esponenti del giallo all’ italiana, Andrea Camilleri e Carlo Lucarelli, Acqua in bocca è un esperimento letterario ambizioso e stimolante. Frutto di una collaborazione nata quasi per caso ben cinque anni fa, in occasione della realizzazione di un documentario per RaiTre della Minimum fax media (casa editrice di questo romanzo) sulla letteratura poliziesca che vedeva protagonisti i due scrittori insieme. L’idea del romanzo, patrocinata con fervore dall’ editore Daniele Di Gennaro, è stata sviluppata, corretta e concepita in anni di assidui contatti epistolari tra i due autori. Lettere e pizzini che in qualche modo hanno ispirato la trama del romanzo, incentrata sul rapporto epistolare tra i due colleghi della polizia, l’ ispettrice Negro, personaggio di punta della produzione letteraria di Lucarelli, e il commissario Montalbano, personaggio che ha fatto la fortuna di Camilleri.
Due mondi a confronto: lei, determinata e coraggiosa donna tutta d’un pezzo; lui, disincantato ma arguto investigatore. Insieme nella comune risoluzione di un caso complicato, seppur nei loro diversi modi di intendere la vita, in cui però sempre predomina il senso civico e il forte senso di giustizia che li porta spesso a compiere il loro dovere ai limiti della legalità.

Durante le indagini entrambi si ritroveranno alle prese con i vecchi nemici di sempre: da un lato la mafia e i “pizzini” tanto cari al boss Provenzano, e dall’altro i servizi segreti deviati e la politica.
Una storia ben congeniata, ricca di suspence, intelligenza e attualità, in cui troveremo i due protagonisti Negro e Montalbano in una dimensione che, seppur legata alla loro terra e al loro mestiere, li metterà sotto una luce nuova. Basti pensare a un Montalbano che si esprime in italiano perfetto, cedendo solo a qualche “cabasisi” ogni tanto.
Ne emerge anche il diverso stile dei due scrittori, soprattutto per ciò che riguarda l’ ottica dei personaggi. Camilleri ad esempio, nei suoi romanzi, racconta i casi di omicidio partendo dalle indagini del suo commissario. Lucarelli al contrario parte dall’ottica dell’omicida, scandagliando l’anima e la mente dell’assassino.
Acqua in bocca è un giusto compromesso tra le due parti e associa in modo efficace i due punti di vista, rendendo questo romanzo un piacevole connubio tra due modi di pensare e di scrivere differenti.

Non mancano anche gli altri personaggi che in genere affollano i romanzi di entrambi gli autori come Catarella o Coliandro, qui in alcuni brevi cameo.
Un esperimento riuscito, a cavallo tra il giallo e il noir, che sa accontentare tutti i palati e gli appassionati dei due generi, qui mai così complementari.
Acqua in bocca è edito dalla Minimum Fax e costa 10,00 euro.

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