Addolcitori per acqua

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Una delle caratteristiche più importanti dell’acqua è la “durezza” che corrisponde al valore del contenuto di ioni di calcio e magnesio (relativi alla presenza di sali solubili nell’acqua) nonché agli eventuali metalli pesanti che pure possono trovarsi nell’acqua.
Quando l’acqua è “dura” si verifica un incredibile proliferare del calcare, così la caldaia funziona male, lavatrice e lavastoviglie cominciano… a perdere colpi, la doccia non eroga più bene il suo getto d’acqua e si rende indispensabile ricorrere a qualche tecnica di addolcimento, per rimuovere i sali di calcio e di magnesio.

Chi si trova a vivere una tale realtà ogni giorno sa di cosa parlo, perché il dover combattere con tale problema porta a cercare una soluzione per costringere l’acqua a passare tra resine particolari “a scambio ionico” e far diminuire così la sua durezza.
Un addolcitore tipico consiste in un contenitore in cui sono alloggiate delle resine, più un altro contenitore per il sale (il tipo da cucina, deputato alla rigenerazione continua delle resine stesse) e un sistema per far partire il processo di rigenerazione con il collegamento a un timer che lo fa entrare in funzione in tempi definiti, generalmente nelle ore notturne. La legge prevede che l’intervallo di tempo della sua entrata in funzione non debba superare i tre giorni al massimo, allo scopo di evitare che i batteri possano proliferare soprattutto quando succede che l’acqua stia ferma.
E’ proprio durante il procedimento di rigenerazione che l’addolcitore riesce a recuperare cloro dal sale da cucina immesso, e ciò si verifica tramite una scomposizione elettrochimica. Il cloro prodotto serve al processo di auto/sterilizzazione che è importantissimo per continuare ad avere acqua potabile dai rubinetti. Infine l’addolcitore è dotato di un meccanismo che consente di miscelare l’acqua trattata con quella in arrivo dall’acquedotto, in modo da avere nell’acqua da utilizzare un grado di durezza secondo necessità.
Non si tratta di avere un’acqua “filtrata”, ma di avere un’acqua priva dei sali di calcio che vengono sostituiti da sali di sodio, mentre le altre sostanze rimangono così com’erano, perché non sarebbe salutare bere acqua senza i suoi sali che sono necessari e insostituibili per l’organismo. Infatti è più esatto il contrario: fa bene alternare anche l’acqua e bere pure quella non addolcita, proprio per quei sali minerali tanto utili alla dieta idrica giornaliera.

Fatta questa premessa indispensabile per capire bene di cosa si stia trattando, personalmente penso proprio che un addolcitore possa aiutare perché, con una spesa tutto sommato non eccessiva, si evitano le incrostazioni di calcare nei tubi e negli elettrodomestici, grandi o piccoli che siano.
Un esempio per tutti?
Chi ha a casa la macchina per il caffè espresso, se si trova in una zona con l’acqua “dura” sa che deve intervenire con decalcificanti o acido citrico per poter continuare a bere un buon caffè. Personalmente dovevo intervenire ogni tre mesi, con l’addolcitore lo faccio ancora, ma ogni otto/dodici mesi e forse potrei pure farne a meno.

Prezzo: dipende dal modello, da 200 euro in su

Svantaggi: gli addolcitori necessitano di controlli

Vantaggi: migliorare sensibilmente la durezza dell’acqua

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