Amici miei (film)

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Amici Miei – Come Tutto Ebbe Inizio è un film italiano in uscita nelle sale il 18 marzo 2011. Si tratta del prologo alle vicende narrate nel primo film “Amici miei” di Monicelli, uscito negli anni ’70.

Prima di recensire “Amici Miei – Come Tutto Ebbe Inizio”, è bene spendere due parole sui protagonisti del primo capitolo, per poter meglio comprendere questo nuovo film:

“Amici miei” narra di quattro amici di vecchia data, tutti sulla cinquantina, che affrontano la vita con scherzi, alcune volte anche di cattivo gusto, a danno di malcapitati passanti. I componenti del gruppo sono:
il conte Raffaello Mascetti, un nobile che dopo aver sprecato la sua eredità è costretto a vivere in uno scantinato.
Rambaldo Melandri, architetto sempre alla ricerca di una donna.
Giorgio Perozzi lavora nel mondo del giornalismo e deve sopportare il disprezzo che gli riservano la moglie e il figlio per le sue bravate.

Guido Necchi gestisce il bar dove si incontra il gruppo.
Nel corso del film questi personaggi ne faranno di cotte e di crude ai danni di chiunque si presti ai loro giochi: dall’irruzione ad una festa in villa allo spavento provocato agli abitanti di un paesino in cui, a detta dei protagonisti, bisognerà distruggere le case per poter costruire un’autostrada.

Quest’ultimo capitolo è già stato contestato da malti fan e amanti dei film originali, e il perché è presto spiegato, basta guardare il trailer che è possibile trovare a questo indirizzo: http://www.cineblog.it/post/27227/amici-miei-come-tutto-ebbe-inizio-ecco-il-trailer.

Dopo 36 dal primo capitolo continua, quindi, questa saga tutta italiana. Questa volta il film è ambientato nella Firenze della fine del ‘400, alla corte di Lorenzo De’ Medici.
Complice la noia e la voglia di prolungare lo stato felice della giovinezza per fuggire dalle responsabilità e dalla vita adulta, i protagonisti di questo film ci faranno sorridere con scherzi e vicende che cercano di emulare le gesta della compagnia della “supercazzola”. Ma imitare attori come Noiret, Del Prete, Gastone Moschin, Adolfo Celi e Ugo Tognazzi non è cosa da poco. Infatti, secondo chi scrive, il risultato non sarà sicuramente ai livelli dei precedenti film.
La nuova compagnia dei “toscanacci” è in questo film formata da Giorgio Panariello (Cecco), Michele Placido (Duccio), Massimo Ghini (Manfredo), Paolo Hendel (Jacopo) e Christian De Sica (Filippo).

Le “zingarate” saranno compiute all’ombra di un periodo storico segnato dalla peste e dalla povertà, che sembra favorire la riuscita delle bravate. Un popolazione spaventata è infatti l’ideale per gli scherzi del gruppo, che si divertirà a far cadere nei loro tranelli chiunque capiti a tiro. Il primo ad essere preso di mira è l’eroe del calcio in costume e legnaiolo Alderighi, interpretato dal simpatico Massimo Ceccherini.

Anche quando sembrano finite le vittime, il gruppo non si fermerà: ecco allora che Cecco diventa il protagonista di una goliardata del gruppo in cui avrà un ruolo anche Lorenzo il Magnifico, interpretato da Alessandro Benvenuti.

Si prospetta quindi un film divertente, con battute che faranno sorridere tutti gli spettatori, ma non bisognerà comunque fare il confronto con i vecchi capitoli, che saranno sicuramente migliori sotto molti punti di vista.

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