Angel Face (film)

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La giovane e ricca Diane Tremayne è affetta da paranoia edipica. Dopo aver tentato di uccidere la matrigna con una fuga di gas, convince Frank Jessup, l’ infermiere accorso per soccorrerla, ad ordire un piano per eliminare i suoi genitori.
I due manomettono i freni dell’ auto dei Tremayne e i genitori di Diane muoiono in un apparente incidente stradale.
Accusati entrambi dell’ omicidio, riusciranno ad essere assolti grazie all’ intervento di un abile avvocato.

Ma la pazzia di Diane prende il sopravvento fino al tragico epilogo.
Diretto da Otto Preminger nel 1952, Angel Face (tradotto in italiano in Seduzione Mortale), è un classico noir in bianco e nero a tinte forti. La componente psicologica è il perno centrale del film che si basa sul passato devastante, fatto di abusi e ossessioni distruttive, dei due protagonisti. Diane, interpretata da Jean Simmons, è schiava della follia, determinata da un’ infanzia difficile e da un odio viscerale verso i genitori. Frank, interpretato da un giovane Robert Mitchum, è l’ eterno perdente, colui che non riesce a trovare la strada giusta e che finisce con l’ autoditruggersi. Il regista si concentra sugli stereotipi del genere psicologico: il bene contro il male, la seduzione della follia, la cecità della giustizia, che arriva ad assolvere i due assassini, e l’ ineluttabilità del destino, che spinge i due protagonisti verso un baratro senza via di scampo.
Il tocco distaccato e lucido di Preminger libera la sceneggiatura da un possibile risvolto melodrammatico, calcando la mano invece sulla valenza torbida e sensuale scaturita da un’ avvenenza illusoria ed inquietante che cela la follia omicida della protagonista femminile.
Lei la mente, lui il braccio. Due personaggi agli antipodi ma accomunati da un inconscio senso di autodistruzione che li travolgerà e non riusciranno più a controllare.

Un film freddo, implacabile, forse non riuscitissimo, ma che è divenuto un classico del genere noir vecchia scuola e che ha ispirato non pochi registi e scrittori dell’ epoca.
Ne è un esempio lampante il romanzo di François Sagan, Buongiorno tristezza, del 1954, che lo stesso Otto Preminger tradusse in un film nel 1957. O il finale di Jules et Jim, girato dieci anni dopo da François Truffaut, palesemente ispirato ad Angel Face.
Novantun minuti di suspence, ferocia e lucida follia, impersonati da due attori in parte e rafforzati da una regia di mestiere, ben congeniata e strutturata da un regista – maestro del genere, simile a Hitchcock ma meno ridontante.
Consigliato agli amanti del genere noir in bianco e nero e di una certa cinematografia classica, antesignana del thriller moderno dai forti risvolti psicologici, senza scadere mai nel “già visto”.
Distribuito dalla RKO, il film uscì nel dicembre del 1952 e vinse l’ Oscar come miglior film nel 1953.
Disponibile in dvd a partire da 9,90 euro.

TITOLO: Angel Face – Seduzione Mortale
REGIA: Otto Preminger
CAST: Jean Simmons, Robert Mitchum, Mona Freeman, Kenneth Tobey.
SCENEGGIATURA: Oscar Millard, Frank Nugent
SOGGETTO: Chester Erskine
MUSICHE: Dimitri Tiomkin
DURATA: 91minuti

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