Avatar di James Cameron (film)

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Dopo ben 10 anni di lavorazione e post produzione al film, nell ‘ottobre del 2009, con grande impazienza e aspettative altissime da parte del pubblico, arrivò nelle sale Avatar, il tanto atteso film di James Cameron. Il motivo di tempi di post produzione e lavorazione così dilatati è da attribuirsi alla ricerca da parte del regista di una tecnologia talmente sofisticata da non essere ancora disponibile al momento delle riprese del film.
Infatti proprio la realizzazione di un 3d sorprendente era una delle maggiori pretese nei riguardi di Avatar.
A ragion del merito va detto che visivamente Avatar è davvero un film degno del massimo rispetto. Realizzato per la maggior parte proprio in digitale, a partire dai personaggi fino alle meravigliose scenografie, riesce non solo a deliziare lo sguardo con colori e forme molto suggestive ma persino a farci dimenticare, quasi del tutto, la commistione tra reale e virtuale.

La trama tutto sommato è molto semplice, piuttosto prevedibile, è una fiaba pertanto segue degli stilemi ben precisi; una razza aliena invade il popolo autoctono e selvaggio di un pianeta chiamato Pandora, un protagonista appartentente agli invasori che inevitabilmente finirà con l’innamorarsi di una bella abitante autoctona e aiuterà il suo popolo a scongiurare la tragica fine. Molto in sintesi la storia si può davvero riassumere così e potrebbe sembrare fin troppo simile ad altri film, infatti proprio per questo motivo su questo film sono nate le polemiche più accese.
Secondo Alfred Hitchcock un buon film per essere tale dovrebbe tener conto sopra ogni cosa della sceneggiatura, per quanto il maestro senza ombra di dubbio non avesse tutti i torti, non è poi un concetto così semplice. In difesa dell’opera di Cameron va detto che, nonostante la sceneggiatura sia semplicistica, scontata e non proprio originale, si presta perfettamente per condurci all’interno di un viaggio che saprà farci restare a bocca aperta. Cameron inoltre, è riuscito ad inserire sapientemente un gran numero di citazioni e rifacimenti all’interno del film che, agli occhi degli osservatori meno attenti, sicuramente saranno sfuggite; volendo citare solo la più lampante tra tutte, l’entrata in scena di Sigourney Weaver, un tempo Ripley, con una sigaretta accesa.
Il messaggio di questo film può anche essere trito e ritrito, ma è proprio grazie al coraggio e alla determinazione lungimirante dimostrata, anche in questo caso, da Cameron, se alcune storie meritano di essere raccontate ancora e ancora, ogni volta sempre in modo diverso veicolando come in questo caso un messaggio importante sul rispetto verso gli altri e contemporaneamente di forte accusa verso la prevaricazione del più forte sul più debole. Avatar è un film ecologista, c’è forse qualcosa di male in questo?
Si è vero, forse non rimarrà tra i pilastri della storia del cinema, ma merita comunque ammirazione.

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