Banca Mediolanum

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Tutti coloro che vengono reclutati come promotori finanziari, senza che venga detto loro a priori, vengono costretti prima a partecipare ad una convention che si svolge a Milano, facendogli pagare di tasca loro il biglietto aereo di andata e ritorno; convention che in pratica non serve a niente. Successivamente gli si impone di aprire la partita IVA in quanto si viene inquadrati come liberi professionisti e il pagamento delle provvigioni avviene tramite fattura che, in modo assolutamente anomalo, viene redatta dalla sede come se fosse una sorta di pagamento fornitori. Nel frattempo vengono assegnati obiettivi così elevati circa i totali da raggiungere, come aperture rapporti, tipologie d’investimenti ( tutti eccessivamente rischiosi per la clientela a cui, ovviamente, vengono raccontate soltanto verità moooolto parziali ) che in pratica sono quasi impossibili da raggiungere, dando loro la possibilità concreta di non pagare le provvigioni stabilite; pertanto i malcapitati si ritrovano, da una parte, a non avere nessuna entrata, e, dall’altra, a dover affrontare le uscite, relative alla tassazione che c’è comunque per il solo fatto che ci si ritrova ad essere titolari di una attività professionale, come quelle per esempio riferentesi ai contributi previdenziali e, si sa, all’INPS non importa se per diversi mesi non si è riusciti a far nulla. La situazione è ancora più paradossale poiché, pur essendo inquadrati come consulenti esterni con partita IVA ( e di questo si riempiono la bocca dicendo che siete dei liberi professionisti ) siete invece costretti a condurre l’attività con le caratteristiche tipiche del lavoro dipendente senza averne però i relativi benefici: infatti si è obbligati a partecipare a riunioni per avere le indicazioni circa i prodotti da “spingere” ( ma come, in qualità di liberi professionisti non si dovrebbe avere autonomia decisionale in merito ? ), e, nel caso non riusciste a seguire tali direttive, vi esporreste a possibili revoche del mandato. Ma le cose più gravi in assoluto sono altre. Intanto vi fanno iniziare l’attività senza averne i requisiti di legge, e, cioè, senza l’iscrizione all’albo nazionale dei promotori finanziari; difatti, per ovviare a tale anomalia, vi fanno affiancare da un supervisore ( come lo chiamano loro ) che vi dovrebbe assistere nelle visite alla potenziale clientela. Infatti, a riprova di ciò, la ricerca di nuovo personale, si rivolge genericamente a giovani anche semplicemente in possesso del solo diploma di scuola media superiore e quindi senza alcuna particolare specializzazione e cultura universitaria. Inoltre vi forniscono di un pc portatile per il quale siete costretti a firmare un contratto capestro in quanto prevede il pagamento di rate mensili da detrarre dalle “provvigioni”, il cui totale è assolutamente fuori mercato circa il valore effettivo del laptop in questione; non solo: ma essendo tra l’altro in “comodato d’uso”, se dovreste abbandonare la collaborazione con loro, siete pure costretti a restituirlo ed avreste pagato le rate sino a quel momento per non avere nulla in cambio! Potreste chiedere perché, allora non provvedere da sé all’acquisto di un portatile, che pertanto rimarrebbe in vostro possesso nell’ipotesi di un’interruzione del rapporto: semplice, non vi è consentito, con la scusa che nel loro portatile viene precaricato un software particolare con il quale siete sempre in contatto con la sede per l’inserimento dei nuovi contratti. A causa di tale portatile siete in pratica costretti ad essere in comunicazione con i vostri superiori che vi controllano a qualsiasi orario di qualsiasi giorno ( non esistono sabati, domeniche, feste, ore serali ) e se per caso non riusciste a leggere tutte le loro comunicazioni, anche quelle fatte agli orari più assurdi, potete immaginare le conseguenze disciplinari. Inoltre ancora, dopo che si esauriscono le vostre fonti di potenziale clientela, organizzano delle vere e proprie sale con postazioni telefoniche e liste di migliaia di nominativi da contattare agli orari secondo loro più consoni, e cioè nelle pause pranzo e all’orario di cena, a raggiungere con maggiore probabilità il target dei loro obiettivi. Con ciò è come se non aveste più nessuna forma di libertà ed autonomia, con buona pace degli impegni di famiglia e del vostro budget mensile circa le spese di carburanti del vostro stesso mezzo. Infine, dulcis in fundo, negli uffici a cui vi assegnano come facenti parte dell’organico, vi costringono a partecipare a qualsiasi tipo di spesa e cioè: il canone d’affitto dei locali, l’acquisto o le rate ad esso relativo degli arredi dei locali stessi, tutte le utenze e cioè energia elettrica, linea telefonica e collegamento internet, pulizie e fornitura di ogni tipo di materiale, dalla cancelleria compresa la modulistica e i poster pubblicitari ( i cui prezzi variano in base alle misure ) alle agende, per finire con i prodotti necessari ai servizi wc, compresa la carta igienica. Ecco perché i malcapitati preferiscono far parte di uffici con parecchio personale in modo da dividere in più quote tali spese e pagare proporzionalmente di meno; pensate invece a quegli uffici dove vi sono solo due o tre persone; ed ecco perché parecchi uffici nel giro di pochi anni chiudono, scompaiono e vengono assemblati in pochi grossi centri; ed ecco perché molti “liberi professionisti”, dopo aver esaurito le proprie conoscenze ed amicizie e non riuscendo più ad avere entrate sufficienti a coprire le innumerevoli uscite, prendono la decisione di chiudere la partita IVA ed abbandonare l’attività; ed ecco pertanto che parecchi clienti si ritrovano periodicamente ad essere “assegnati” alle cure di un diverso consulente, in quanto quello dal quale ricevevano assistenza è andato via, ma il vero motivo, ovviamente non verrà mai loro comunicato. Per concludere è evidente che ci si ritrovi di fronte ad una vera e propria associazione a delinquere il cui obiettivo principale è quello di rastrellare il più possibile polli da spennare, avvalendosi di collaboratori sfruttati come i più umili servi da spremere fin tanto che sia possibile ricavarne utili e dopo aver raschiato il fondo del barile, abbandonarli al loro destino di precari o inoccupati, data l’età ( non immaginate quanti di questi infelici siano stati costretti a vendere la propria auto nel tentativo estremo di rimanere a galla e non affondare, riuscendo soltanto a rimandare nel tempo il totale fallimento ). Senza considerare i possibili strascichi di natura legale, nel caso che si dovesse abbandonare l’attività prima dei termini contrattuali e si avesse l’incauta idea di passare ad una società concorrente; si incorrerebbe in tal caso nella violazione di esclusività del mandato. Pertanto: attenzione, attenzione, attenzione: non vi fate illudere dalle descrizioni di un’attività apparentemente fatta di soddisfazioni e benefici economici, perché così non è, anzi, è l’esatto opposto; e mentre loro si arricchiscono sempre di più, in quanto la clientela con tutte le relative commissioni rimane alla società, a voi non rimane assolutamente nulla, anzi, molto probabilmente i debiti con l’Erario e l’INPS e un’auto in meno!!!

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