Black Hawk Down (film)

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Basato sulla traccia del bellissimo libro ” Black Hawk Down: A Story of Modern War ” , firmato dalla penna di Mark Bowden , scrittore statunitense che, in questo libro diventato subito un best seller anche in Italia , ha deciso di descrivere la missione americana in Somalia inviata nei primi anni Novanta.
E la trama del film tratto del libro , diretto da Ridley Scott e girato nel 2001, verte proprio su questo: è il 1992, la guerra fratricida in Somalia ha mietuto decine di migliaia di vittime civili , e le forze internazionali decidono di mandare missioni di pace per cercare di fermare il genocidio che sta bagnando il paese. E’ il 93 quando in Somalia sbarcano i soldati statunitensi della missione Delta Force, e da qui il film prosegue fino al momento in cui il presidente degli Stati Uniti d’America, allora Bill Clinton, deciderà di ritirare le truppe.
L’intento del regista è sicuramente quello di dare uno spaccato bellico contemporaneo, di una guerra di cui, tutto sommato, non si è parlato a fondo, come sarebbe stato , invece , dovuto: e Scott riesce , sicuramente , a dare l’idea della guerra e della sua assoluta vacuità, come riesce a rendere percepibile la paura e l’eccitazione dei giovanissimi soldati incastrati in un gioco, se così si può definire, molto più grande di loro.

E anche qui , nei giovanissimi protagonisti, Ridley Scott cerca di descrivere con pochi tratti tutte le varie facce dell’America che abita, incarnando in ogni soldato tratteggiato con elmetto e fucile alla mano una faccia differente degli stessi Stati Uniti.
Allo stesso tempo , però , pur cercando di rendere l’orrore di ogni conflitto , descrivendone in parte uno fra i tanti , il regista non riesce a liberarsi completamente del classico patriottismo di cui sono spesso pervasi i film bellici statunitensi.
E questo particolare penalizza decisamente l’intera pellicola: in ogni scena , infatti , si respira una lontana ma sempre pressante retorica .
Così come il film viene penalizzato dalla difficoltà di seguirne con attenzione le storie: i soldati protagonisti della trama sono parecchi , e tutti truccati e vestiti allo stesso modo , il che rende decisamente complicato per lo spettatore riuscire a distinguerli, seguendone le singole storie.

Nonostante questo , però , sia per il tema difficile e doloroso che per la regia , comunque quella di un vero e proprio maestro del cinema , il film vale davvero la pena di essere visto e apprezzato.

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