Something Borrowed (film)

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E’ ormai prossimo all’uscita cinematografica anche nelle sale nostrane ” Something Borrowed ” , pubblicizzatissima commedia romantica d’amore , tradimenti ed equivoci che vedrà ( quale novità!) la bellissima e biondissima Kate Hudson ( ancora una volta ) nel ruolo di una bellissima e biondissima fidanzata prossima al matrimonio.
La trama , come per tutti i film di genere , non è certo troppo complicata : l’avvocatessa Rachel ( Ginnifer Goodwine ), ancora single , si ritroverà a letto , dopo una sana ubriacatura celebrativa per il suo stesso trentesimo compleanno ( anno che getta nel panico tutte le avvocatesse single , o sicuramente quelle brune e taglia 40 – Ally Mc Beal docet ), con l’uomo per cui in realtà si strugge dai tempi degli studi giuridici , ovvero, rullo di tamburi , il fidanzato della bellissima e biondissima , ovviamente migliore amica della Perry Mason in (mini) gonnella .
Da qui in poi , come ogni commedia romantica degli ultimi vent’anni che si rispetti , è tutto un crescendo di situazioni comiche (?) , struggimenti per i sensi di colpa e via discorrendo , per tutta la durata di una pellicola gradevole , quanto prevedibile , nonostante prometta sconcertanti rivelazioni nel finale .

Basato sul romanzo di Emily Giffin , cui per altro è piuttosto fedele , ” Something Borrowed ” si propone in periodo matrimoniale per eccellenza come commedia romantica tipo , dalla struttura consolidata , il pizzico di pepe sufficiente a portare al cinema i teenagers maschi insieme alle loro ragazze , e la bella faccia pulita di una veterana del genere ( tanto che ormai , di anno in anno , fatichiamo a ricordare Kate Hudson in un abito differente da quello nuziale , almeno su grande schermo . )
Diretto da Luke Greenfield , regista classe 72 , non nuovo ai romantici equivoci filmici , sebbene solamente alla sua terza opera su pellicola , il film si avvale di un cast abbastanza a suo agio nelle parti assegnate , compresi i personaggi che fanno da contorno , a partire dall’immancabile amico playboy e donnaiolo , che certo non può venire meno in una commedia di questo genere .
Insomma , nell’insieme , il film si preannuncia come un gradevole passatempo estivo per un ‘ arena cinematografica quasi sulla spiaggia , dove si paga il biglietto più per godersi fresco serale e venticello tra le fronde che per il film in sè , e , vedendolo , non si può non riandare con la mente alle vecchie commedie romantiche , come “Il padre della sposa” con Spencer Tracy, oppure lo stesso “Colazione da Tiffany”. E non si può non chiedersi?
E’ proprio necessario ispirarsi per i nuovi film solamente a pellicole che hanno visto la luce dopo gli anni novanta?

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