Brad Pitt per Chanel N° 5

0 1

Dalla classe delle prime donne a presentarlo fino al selvaggio Brad Pitt, questa la parabola, per molti nella fase discendente, delle campagne pubblicitarie di CHANEL N° 5.
Il nome deriva dalla donna che lo aveva richiesto, Choco Chanel, stilista e dal numero di tentativi necessari a Ernest Beaux per riuscire a creare la fragranza capace di soddisfarla. Aveva chiesto un profumo che sapesse di donna e non di fiori. Da allora, lontano 1921, a poco meno di un secolo, è sempre stato simbolo di femminilità e sensualità, inizialmente gradito soprattutto per le grandi occasioni e poi diventato il profumo di tutti i giorni.
Dopo Choco Chanel ad incarnare l’essenza di questo profumo è stata Marilyn Monroe, icona di bellezza, sensualità, femminilità che evacua da ogni poro, mistero, senza mai bisogno di esagerazione che in un’intervista dichiarò di dormire con solo poche gocce di Chanel N° 5 . Divenne così testimonial involontario.

Negli anni duemila hanno incarnato l’immagine di questo profumo due altre icone di eleganza e femminilità, miste a bellezza, grazia e sensualità, insomma loro stesse essenza della femminilità semplice, non ostentata, non invadente eppure così presente, Nicole Kidman e Audrey Tautou.
Le pubblicità di Chanel fino ad oggi hanno sempre rappresentato un mondo fantastico, romantico, quasi perduto, una sorta di cortometraggio capace di tenere con il fiato sospeso per tutto il tempo e di lasciare a bocca aperta, mai noiose. Nel 2012 la svolta, non più il testimonial femminile ma maschile, ad indicare l’apprezzamento di questo profumo da parte degli uomini, ad indicare che una donna che indossa Chanel n° 5 non è facile da dimenticare, lascia il segno. Sparisce però l’eleganza. Risuonano le parole poetiche di Brad Pitt, e poi i sottotitoli in italiano, voce sensuale, stile volutamente trasandato.
Certo non sarà facile per i responsabili marketing stabilire quanto questa pubblicità possa avere successo e attirare compratrici o compratori perché si tratta di un profumo storico con le sue clienti abituali, resta il fatto che poco convince la scelta, seppur coraggiosa, di cambiare completamente l’immagine di questo profumo. Perché è proprio così, un prodotto storico come questo confonde le immagini dei testimonial con l’immagine del prodotto stesso, diventano un’unica cosa e si confondono ed è difficile che ora si riesca a trasmettere le stesse sensazioni con un testimonial maschile, anzi uno femminile avrebbe avuto risalto, un testimonial maschile invece può rappresentare una caduta o almeno così legge LUCIANA LITIZZETTO che critica la scelta.
Non cambia la confezione, la solita bottiglia quadrangolare, con un’etichetta essenziale, tappo con poche sfaccettature e scatola bianca anch’essa essenziale.

Tornando alla fragranza, può essere trovata in tre formule: extrait, parfum, eau de toilette e i prezzi decrescono nello stesso ordine. Può essere inserito tra i floreali con note di gelsomino e rosa di maggio, ma oltre alla composizione chimica un profumo a cui basta il nome ed il mistero evocato.

Piaciuto l'articolo? Fallo conoscere a tutti:

  • Facebook
  • del.icio.us
  • Google Bookmarks
  • Print
  • Twitter
  • Yahoo! Buzz
  • Digg
  • StumbleUpon

Potrebbe piacerti anche Altri autori

E tu che ne pensi?

L'indirizzo email non verrà pubblicato.

Giudizio Generale:
This site uses cookies. Find out more about this site’s cookies.