Caraffe filtranti (acqua)

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Di recente c’è stato un forte interesse verso le caraffe filtranti, che hanno moltiplicato la loro diffusione sul mercato con modelli più o meno grandi, adatti alle esigenze di ogni famiglia.
Le caraffe filtranti sono strutturate in due parti che comunicano tra loro attraverso un filtro a carboni attivi che va sostituito circa una volta al mese, a seconda del consumo che si fa di acqua in casa. Nella parte superiore la caraffa ha un contatore che indica quando il filtro va sostituito. Di solito dura un mese, e l’acqua da utilizzare giorni corrisponde a 120 litri. Le esigenze variano: c’è chi preferisce utilizzare acqua filtrata anche per cucinare, poiché l’acqua è privata di una buona quantità di calcio, che non finirà nei brodini.
L’acqua si versa nella parte superiore e attraversa il filtro, cadendo nella caraffa.

Da quando l’ho comprata, circa un anno fa, sono più sicura dell’acqua che bevo, e ho diminuito la spesa. Prima compravamo due tipi di acqua: quella leggermente frizzante, per me, e quella liscia, per mio marito. Ho voluto fare una rinuncia, e ho continuato a bere solo acqua liscia, perché, che io sappia, non esiste un filtro che renda l’acqua anche frizzante, e che lo faccia in modo naturale. Al supermercato si può scegliere, perché ogni acqua frizzante è diversa, con e senza aggiunta di anidride carbonica.
Per risparmiare, la caraffa è un ottimo acquisto, perché il è sostenibile: si parte dai 20 euro per la piccola per arrivare ai 30 per la grande. I filtri sono reperibili su internet, e si può scegliere l’offerta migliore. Facendo i conti, si risparmia sul fardello d’acqua, sulla plastica, e sul tornare appesantiti dal supermercato.
Esteticamente la caraffa è carina, e ormai si trova anche colorata.
È semplice da usare, ma bisogna ricordare sempre, ogni volta che si cambia il filtro, di riempirla almeno o tre volte, perché i carboni attivi vengano attivati e la prima acqua, di colore scuro, può essere utilizzata per innaffiare le piante.

Quando l’acqua filtrata è trasparente (al quarto filtraggio), potremo berla.
All’inizio il sapore mi sembrava un po’ diverso, e forse lo è, perché l’acqua passa comunque attraverso un filtro di carbone, quindi non è intatta. Tuttavia i reni ne beneficiano, perché nella parte centrale, all’esterno del filtro, si vedono chiaramente delle pietruzze che la dicono lunga sull’impurità delle nostre acque cosiddette “potabili”.
Altro fatto che ho notato: avendo due gatti, so che con l’età sono soggetti a problemi renali. Ho deciso di dare loro la stessa acqua (prima la compravo anche per loro) e la cosa che fa più effetto è vedere come nella ciotola trasparente non si depositi più quello strato calcareo che l’acqua contiene. Lo stesso per la macchinetta elettrica del caffè, il cui serbatoio non ha più avuto bisogno di essere decalcificato.
Importante è sostituire regolarmente il filtro quando il contatore lo indichi, per evitare la crescita di batteri e il rilascio di sostanze filtrate in precedenza.

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