Caraffe filtranti inutili (nuove regole del Ministero)

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Il Ministro della Salute Renato Balduzzi è intenzionato a dare un giro di vite alle norme relative alle caraffe filtranti dell’acqua. Secondo il ministro, infatti, questi apparecchi sono venduti sulla base di “disposizioni vecchie, senza alcun controllo”, e si rivelano “non adeguate a salvaguardare la salute”, se non addirittura di eliminare “le peculiarità di potabilità dell’acqua”. In poche parole, per colpa delle caraffe l’acqua assume un sapore più buono, ma perde molte delle sue caratteristiche vitali per l’uomo e diventa addirittura non potabile.

Il tutto è stato annunciato nella relazione tecnica che accompagna il decreto sulle caraffe, o, per chiamarle in termini burocratici, “apparecchiature per il trattamento dell’acqua”. Il provvedimento approvato è relativo anche agli impianti del lavandino fissi in ristoranti e abitazioni private. Secondo quanto deciso dal ministro, da adesso in poi le caraffe dovranno per forza di cose soddisfare requisiti di sicurezza nuovi rispetto a quelli stabiliti anni fa, sia in relazione ai materiali utilizzati, sia per quel che riguarda la necessità di accompagnamento con istruzioni di utilizzo. Le aziende produttrici, inoltre, avranno sei mesi di tempo per riuscire ad adattarsi alle nuove norme, oltre che per consentire ai cittadini di informarsi in maniera corretta, così da compiere scelte di acquisto mirate e consapevoli.

Il primo aspetto su cui insistono le nuove norme riguarda la potabilità. Gli esperti del ministero, infatti, hanno sottolineato come le caraffe non siano assolutamente in grado di rimuovere le eventuali sostanze pericolose che si possono trovare nell’acqua del rubinetto: anzi, modificano colore, odore e sapore dell’acqua, vale a dire le sue proprietà organolettiche, ma non la sua potabilità. Oltre a questo aspetto, occorre tenere conto del fatto che tali apparecchiature hanno bisogno di una manutenzione costante, e l’assenza di tale manutenzione potrebbe arrecare gravi danni: l’acqua in uscita, cioè, potrebbe non essere potabile, e diventare quindi pericolosa per chi la beve. Un altro punto importante è che le caraffe, essendo prodotte in serie, modificano le caratteristiche dell’acqua in maniera indistinta, senza tenere in considerazione come la composizione specifica dell’acqua cambi a seconda del territorio e della fonte.

La relazione del Ministero, in sostanza, conferma quanto già reso noto dalla procura di Torino per opera del pubblico ministero Raffaele Guariniello, e più tardi dal fisico Giorgio Temporelli.

Le nuove norme approvate dal ministero si propongono l’obiettivo di modificare strutturalmente le caraffe filtranti, che, a differenza di quanto pubblicizzato, non migliorano la qualità dell’acqua e non rimuovono le sostanze pericolose. Anzi, tali apparecchiature la impoveriscono di diversi Sali minerali, come potassio, magnesio e calcio, in realtà indispensabili per l’organismo umano. L’acqua filtrata dalle caraffe, tra l’altro, perde i giusti valori di Ph diventando pericolosa per l’uomo. Per il momento, la società Brita, la più importante produttrice di caraffe nel nostro Paese, si è difesa sostenendo che i suoi prodotti in Austria e in Germania sono autorizzati.

Soddisfazione, invece, è stata espressa dalla Uila, l’Unione Lavoratori Agroalimentari, che ha sottolineato: “Le caraffe filtranti sono ingannevoli e in alcuni casi pericolosi per la salute dei consumatori. Se le aziende non rimedieranno, speriamo che vengano sanzionate. Si tratta di pubblicità ingannevole di prodotti nocivi”.

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