Carruba (frutto)

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La principale caratteristica delle carrube è quella di avere effetti benefici sull’organismo, soprattutto a livello intestinale.
Per le sue capacità emollienti e rinfrescanti, questo frutto agisce da disinfettante nelle infezioni intestinali, riequilibrandone la flora batterica. La potenzialità della farina estratta è infatti quella di avere effetto antidiarroico, mentre consumando la polpa fresca del frutto si ottiene una leggera azione lassativa. Per le sue caratteristiche naturali, il suo consumo è indicato soprattutto per la diarrea dei bambini, ai quali viene preparato un decotto utilizzando la farina del frutto, e per il recupero di quei soggetti che siano reduci da disturbi del tratto digerente ma anche da malattie infettive. Ancora, è usata come addensante nelle pappe dei neonati che soffrono di reflusso gastro-esofageo.
Uno studio del 2002 presso l’Università di Potsdam in Germania ha affermato che la fibra delle carrube ridurrebbe in maniera considerevole il colesterolo di tipo LDL in circa sei settimane sia negli uomini che nelle donne.

La farina viene inoltre utilizzata per tisane calde nelle infiammazioni della gola; mentre a livello estetico si possono fare impacchi per rendere le pelli secche più elastiche e idratate.
La carruba è il frutto del carrubo, un albero dalla chioma frondosa tipico dell’Arabia e diffuso nella macchia mediterranea, negli ambienti più calde. Oggi si trova soprattutto in alcune zone della Sicilia e appartiene ad una specie protetta. Il suo frutto, simile al baccello di un fagiolo ma di dimensioni maggiori, contiene dei semi che nell’antichità venivano usati per pesare oggetti di valore e pietre preziose. Questo frutto è diventato tuttavia piuttosto raro, ma molto ricercato per il suo gusto, che ricorda quello del cioccolato, pur essendo meno dannoso di quest’ultimo. La carruba, infatti, non contiene né caffeina né teobromina, né feniletilamina, sostanze eccitanti tipiche del cioccolato, ed è meno calorica.
L’elevato contenuto di fibre fa sì che il frutto sia un alimento saziante, oltre che di gusto gradevole; ma le carrube contengono anche sali minerali come rame, manganese, magnesio, potassio, calcio e zinco e sono invece povere di sodio. L’elevato contenuto di pectina aiuta inoltre ad espellere le tossine dal corpo.
Dal punto di vista vitaminico le carrube offrono una grande varietà: vitamina A, B, B1, B2 (o riboflavina), B3, B6, e vitamina D; inoltre sono prive di acido ossalico, che ostacolerebbe l’assorbimento di calcio e zinco.

Sono povere di grassi, per cui particolarmente apprezzate nelle diete. La polpa della carruba è molto ricca di zuccheri, circa il 60%, motivo che la rende un alimento particolarmente energetico, adatto anche agli sportivi.
Purtroppo oggi la carruba è un frutto di difficile reperibilità e si trova raramente sulle tavole; è possibile acquistarla soprattutto alle feste di paese, in zone in cui il clima ne renda possibile la coltivazione. Viene utilizzata soprattutto dall’industria che ne estrae i semi e ne utilizza poi il succo come emulsionante e addensante in diverse preparazioni alimentari dolci e salate, nelle quali compare spesso con l’indicazione della sigla “E410”.
Sempre più comune, inoltre, è l’utilizzo di questo frutto così sottovalutato, per l’alimentazione del bestiame, principalmente i cavalli.

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1 Commento

  1. morena dice

    ma con il 60% di zuccheri non aumenta la glicemia ?

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