Casablanca (film)

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Come tanti altri film che, a dispetto del tempo che passa, riescono a far ridere o commuovere di generazione in generazione e di decennio in decennio anche a distanza di tantissimi anni, “Casablanca” è davvero un classico del cinema, che risulta attuale ed affascinante anche se visto oggi.
Nato nel 1942 dalla regia del prolifico direttore cinematografico Michael Curtiz, ungherese, il film narra le vicissitudini dell’espatriato americano Rick Blaine, interpretato da un Humphrey Bogart rimasto impresso nel mito cinematografico, con il suo impermeabile grigio ghiaccio e il cappello calcato sulla fronte.
Fuggito nella città marocchina di Casablanca, Rick incontrerà una donna da lui amata tempo prima, la profuga norvegese Ilsa Lund, che arriverà in Marocco con il marito, Victor Laszlo, ribelle cecoslovacco che è stato rinchiuso a sua volta in un campo di concentramento, e ricercato dalla Gestapo.

Il film si sviluppa tra l’amore impossibile e allo stesso tempo totale e totalizzante tra Rick e Ilsa, e le vicissitudine che i vari protagonisti dovranno affrontare, a causa della guerra e della loro pericolosa e scomoda posizione.
La pellicola si conclude senza lieto fine, con Rick che convince Ilsa a partire in aereo con il marito, per amore e per stima nei confronti di Laszlo, per permettere alla coppia di trovare la salvezza altrove, decidendo lui stesso di fuggire dal Marocco con un nuovo e inaspettato amico e alleato.
La direzione è praticamente perfetta: i tempi sono adatti alla storia, seguendone ogni sequenza in modo appropriato, e la storia d’amore, per quanto protagonista della pellicola , allo stesso tempo riesce a lasciare uno spazio sufficiente all’altro protagonista del fim, ovvero il contesto bellico che sembra stagliarsi sullo sfondo delle vicende narrate, ma che in realtà è forse il vero protagonista della storia.
Oltre al cast ottimo scelto per il film, colpisce, anche se il film si vede solo adesso, la sceneggiatura, perfetta e senza sbavature, tanto che sono ben 6 le frasi del film che sono entrate di prepotenza nelle 100 frasi del cinema più citate, stilata dall’American Film Institute.

Tra tutte, come non ricordare il “Suonla ancora, Sam”, invito pronunciato dalla bella Ilsa – Bergman al pianista perché suoni la musica che un tempo è stata il leit – motiv della sua storia d’amore con Rick – Bogart.
“Suonala ancora, mentre il tempo passa”, ripete Ingrid Bergman, specificando in qualche modo come lo scorrere inesorabile del tempo abbia completamente trasformato la sua vita ed il suo mondo, guardando con nostalgia ad un passato che sembra sempre più lontano.
E, guardando il film a distanza di quasi settant’anni, ci si chiede se la frase non sia in realtà una riflessione del regista e degli sceneggiatori, di fronte ad un mondo che sta cambiando, sull’orlo di una guerra non ancora iniziata che avrebbe segnato l’intero pianeta e tutti i suoi abitanti.
Un film assolutamente da vedere, quindi, non solo per la bellezza del girato e per l’altissimo livello della recitazione e della sceneggiatura, ma anche perché costituisce, non volendo, una memoria storica di come era vissuto questo inizio di guerra: una storia d’amore, dunque, ma piena di ombre.

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