Per chi suona la campana (libro)

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Il libro si apre nel giugno del 1937, durante la guerra civile spagnola. Il nemico da sconfiggere è l’esercito franchista e, arruolato contro di loro come volontario, troviamo Robert Jordan, prescelto da Hemingway come protagonista dell’opera. La sua missione è quella di far brillare un ponte, posto dietro le linee del nemico. Così si unisce al gruppo dei guerriglieri di quella zona e dirige e comanda l’attacco. Di certo il suo ruolo da solo non risolverà l’intera guerra, ma Jordan è decisamente coinvolto in questa lotta, convinto di voler condurre fino in fondo quest’operazione in nome della democrazia e della pace intravista in fondo a questo cupo tunnel di violenza e morte. Il gruppo sotto il suo comando è eterogeneo, composto da Pablo, Pilar, Alvaro e Maria, personaggi ben delineati dall’autore, come la fitta rete di relazioni tra tutti loro. L’intero testo ruota intorno alla figura del protagonista, e così vengono descritti pensieri, personalità e impressioni di Jordan. In questo modo lentamente vengono delineati attraverso il suo punto di vista l’ex capo Pablo, che si è dato al bere e sta perdendo presa sui propri uomini, che adesso devono prestare ascolto e fedeltà a questo nuovo americano. La sua donna Pilar, che ancora crede nella lotta e sente il fuoco della libertà. Il vecchio e coraggioso guerriero Alvaro, e la dolce Maria, con la quale nasce un tenero amore con il protagonista. Il finale però regala una piacevole sorpresa dal punto di vista narrativo. Il tutto infatti viene descritto anche dal punto di vista degli altri membri del gruppo, che a loro volta parlano di tutto ciò che vedono e che gira intorno alla delicata missione che è stata affidata loro. Addirittura Hemingway descrive il punto di vista di alcuni nemici, tra i quali uno si troverà faccia a faccia con Jordan. Un bellissimo romanzo che prende vita con il trascorrere delle pagine. Composto da personaggi vividamente descritti, e mostrati non come pupazzi privi di vita propria in uno schema dello scrittore, bensì come persone vere, costruite in maniera reale e convincente, tanto da far immedesimare facilmente il lettore nei pensieri e nelle sensazioni di questi uomini e donne, al di là del contesto storico. L’autore statunitense confeziona una vera e propria perla narrativa, che si rivolge al lettore con un linguaggio vero, così come i personaggi che lo adoperano, che in svariati momenti diventa crudo, continuando ad essere apprezzato enormemente per la sua continua semplicità. In fondo è così che ci si aspetta parlino dei partigiani, nulla di più o meno di quel che leggiamo. Consigliato davvero a tutti gli amanti della letteratura. Un classico del genere non muore mai e, al di là dei propri gusti, è inevitabile apprezzare “Per chi suona la campana”. Soldi davvero ben spesi e soprattutto tempo impiegato nella lettura di certo non gettato al vento. Tra i tanti scrittori contemporanei, e alcuni anche del passato, che hanno venduto milioni di copie semplicemente sporcando centinaia di pagine, senza preoccuparsi di una qualche parvenza di contenuto, Hemingway rappresenta la forte luce di un’enorme faro nella notte.

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