CIAK SI GIRA 1: “Si può fare ” di Giulio Manfredonia

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Cari amici lettori, con oggi parte una nuova rubrica, dedicata ai film più o meno recenti che vedrò, per condividere le impressioni, le sensazioni, le emozioni che mi hanno trasmesso ! Un po’ banalmente ho pensato di chiamarla “Ciak si gira”.
Ma partiamo nel concreto…
Un pomeriggio della scorsa settimana, subito dopo pranzo, mia figlia minore mi ha proposto di vedere insieme a lei un film che le aveva consigliato una sua insegnante.

Il film in questione è “Si può fare” una commedia del 2008 di Giulio Manfredonia con la partecipazione di Claudio Bisio.
Ero un po’ titubante in quanto l’argomento mi sembrava un po’ pesante, un po’ troppo impegnativo per la maturità di una bambina di 11 anni.
Che errore di valutazione…
Si tratta di un film sicuramente forte e coinvolgente, emozionante e commovente, ma organizzato e strutturato con un approccio di tenerezza e di delicata ironia.

Emerge una realtà umana poco conosciuta, o peggio ancora impressa nell’immaginario collettivo in maniera distorta e sbagliata.
I protagonisti non sono tanto le persone centrali su cui ruota il film e cioè i malati di mente, ma siamo tutti noi con le nostre incapacit di capire, di accettare, di rispettare l’altro, la persona in quanto tale, diversa da noi, dai nostri standard, dai nostri stereotipi, dalle nostre omologazioni fondate su comodità ed egoismi.
E’ un film che mi ha toccato nel profondo con il cuore e con la mente…
E’ un film che mi è sembrato di vedere con seduti a fianco a me la mia amica Mariella, i miei cognati Ottavio e Mariolina, le persone che per prime con la loro esperienza di lavoro e di volontariato, con il loro esempio mi hanno mostrato quanto certe realtà sono da vivere con coinvolgimento, con coraggio, con speranza, con ottimismo, con rispetto, con amore !
Non è la maturità di un undicenne quella che poteva essere un problema per la visione di questo film, ma la maturità di tutti coloro, me in primis, che malgrado l’età anagrafica, poggiano i percorsi della propria vita, su rotaie di paura e superficialità, rigide e dolrose soprattutto per i più deboli ed indifesi.
Un grazie quindi a mia figlia per il consiglio che mi ha dato, un grazie a chi a pensato di realizzare questo film, un grazie a chi cerca di migliorare il mondo attraverso piccoli e grandi gesti quotidiani, attraverso atti di coraggio, di pazienza, di rispetto !

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