Con gli occhi dell’ assassino (film)

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Finalmente ritorna l’horror ispanico: in anni in cui il cinema statunitense la fa decisamente da padrone, continuando a sfornare mensilmente pellicole horror che spaventano molto meno della maggior parte dei reality che sempre dalla televisione dello Zio Sam abbiamo ereditato ( e con quanta gratitudine ), quando escono film thriller o horror latini gli amanti del genere non possono che festeggiare.
Anche i film più a basso costo, infatti, riescono ad incutere nella maggior parte dei casi una sottile inquietudine, che si insinua nello spettatore fin dalle prime immagini, per poi sfociare in veri e propri sobbalzi. In poche parole , i registi latini del genere sanno davvero far paura.
E sebbene non sia uno dei migliori , “Con gli occhi dell’assassino” mantiene decisamente alta la bandiera ispanica nel mondo del film dell’orrore.

Non a caso prodotto da Guillermo Del Toro, che vi ha indubbiamente visto dell’ottimo potenziale , il film intimorisce, se non , addirittura, spaventa, in più di una sequenza.
La trama ruota intorno a Julia , interpretata dalla bravissima Belén Rueda , che sta perdendo la vista a causa di una malattia degenerativa. Ma prima che il male abbia la meglio sui suoi occhi , vuole scoprire cosa ci sia davvero dietro la morte della sorella che, sebbene considerata un suicidio , non sembra convincere appieno la protagonista , convinta che dietro questa tragica scomparsa si celino in realtà terribili segreti di famiglia e , forse, anche un assassino.
Il film è un thriller in piena regola, che talvolta diventa addirittura horror, e scorre ansiogeno ed inquietante per quasi due ore , facendo spesso ( e, perchè no, volentieri ) balzare sulla sedia.
Gran parte della tensione è sicuramente dovuta alla splendida e macabra fotografia, che incupisce una trama già di per sè oscura , scegliendo i toni di un grigio ombroso che diventa in breve davvero claustrofobico.

A questo si aggiunge la superba prova della protagonista , che nulla ha da invidiare alla Mia Farrow di “Terrore cieco”, altra notissima protagonista cieca dalla prima all’ultima scena di uno dei film più terribili della storia del cinema.
Già, perchè sicuramente il tema della cecità non è nuovo , soprattutto nel cinema horror: basti pensare alla vera e propria saga giapponese di “The eye”, che ha letteralmente impazzato nei cinema negli ultimi anni.
E sicuramente il regista, Guillem Morales, giovane e talentuoso alla sua seconda prova, cerca di omaggiare il cinema di genere nel suo complesso , al di là di eventuali riferimenti al tema svolto nella trama. E riesce a farlo senza però mai perdere il proprio stile, che, sebbene forse ancora non maturo , colpisce proprio per la sua linearità e la sua capacità di creare tensione e inquietudine.
In conclusione , sebbene non perfetto, un film decisamente interessante, e soprattutto diverso dalla solita solfa dei film sadico horror che escono come funghi in qualunque stagione cinematografica, ormai da anni.
E, proprio per avere una ventata di freschezza nel genere, da vedere.

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