Crescina (ritirata dal mercato)

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Che cosa è la crescina? La crescina è quella sostanza che fino ad oggi si riteneva fosse responsabile, qualora sparsa con applicazione costante sul cuoio capelluto, della ricrescita dei capelli perduti. Venduta principalmente in fialette, commercializzata principalmente dalla LABO Europa, aziende farmaceutiche svizzera con sede italiana a Padova, si riteneva che fosse capace di rigenerare lo sviluppo dei follicoli piliferi nuovi per la ricrescita dei capelli. Una molecola miracolosa che alimentava un business di diversi milioni di euro. Di cui recentemente, tanto per dare la misura dell’ampiezza economica del business, il celebre calciatore Ronaldo era stato testimonial.

Le storie dei medicamenti miracolosi ci richiamano il lontano Medioevo, dove le incertezze di una scienza medica, che allora non muoveva che i primi passi, avevano fatto diffondere conoscenze magiche e misteriche legate all’uso delle erbe, alle quali spesso e volentieri venivano attribuiti risultati miracolosi, spesso improbabili.

Tutto questo non è spesso ben lontano dall’oggi, quando le aziende farmaceutiche appuntano le loro ricerche su quei prodotti di facile successo, come quelli per r la ricrescita dei capelli, o per la riduzione della cellulite, o degli effetti della vecchiaia. Con risultati non sempre scientificamente attendibili.

E’ stato questo il caso della crescina. Il ministero della Salute ha stabilito che si tratta di una molecola il cui potere rigenerativo sui capelli è puramente illusorio. Poco credibile, secondo quando stabilito dal Ministero della Salute, sotto il profilo chimico. Il Pm torinese Raffaele Guarinello aveva infatti iscritto nel registro degli indagati da tempo il capo della LABO Europa, in relazione ad un possibile reato di frode commerciale. A seguito delle analisi sul prodotto effettuate dal Ministero della Salute, che hanno testato la scarsa efficacia di questa sostanza, è stata messa in pratica la relativa diffida a commercializzare questa sostanza. Quindi, da oggi la crescina non è più una sostanza legale, commerciabile.

Il rapporto del Ministero della Salute fa riferimento ad una capacità di questo prodotto definita come ‘puramente illusoria‘ di produrre la ricrescita delle cellule deputate alla sviluppo di follicolo pilifero, dove questa non è testimoniata dalle prove scientifiche effettuate. Il rapporto del ministero obbietta anche in merito alla commercializzazione di questo prodotto, che sarebbe stato fino ad soggetto ad uso estetico, laddove invece, nel caso avesse prodotto l’effettiva rigenerazione delle cellule follicolari, avrebbe dovuto essere commercializzata secondo uso prettamente medico o farmaceutico.
La LABO Europa, la cui dirigenza italiana è stata sottoposta all’inchiesta, a seguito della diffida da parte del ministero, di fronte al rischio di dover essere sottoposta al gravoso risarcimento danni dei consumatori italiani, si è vista costretta all’immediato ritiro dal commercio del prodotto accusato di frode.

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