Dall’albero al labirinto, Umberto Eco (libro)

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“Dall’albero al labirinto – Saggi sulla storia semiotica” il libro di Umberto Eco pubblicato nel 2007 dalla casa editrice Bompiani, è una raccolta di saggi, rielaborati dall’autore, di studi sulla semiotica, la filosofia che cerca di conoscere i segni e il linguaggio, che sono stati scritti negli ultimi anni.
Infatti dall’età classica sino ai nostri giorni sono state tante le filosofie del segno che si sono succedute e partendo da Aristotele, l’autore procede nella sua ricerca attraverso due rappresentazioni che spiega con il modello dell’albero e del labirinto. Da qui il titolo dell’opera.
Egli studia in particolare la metafora da Aristotele sino al Medioevo. Ma sono tanti gli argomenti di cui tratta come ad esempio uno studio curioso su come nel Medioevo, ma pure in epoca più moderna, veniva classificato il latrare del cane ed altri linguaggi di animali. Nella sua opera l’autore si sofferma molto nell’analisi dei testi di Aristotele e di quelli medievali, dando anche una spiegazione interessante ed acuta su come veniva praticata la falsificazione nel Medioevo.

L’autore nel volume fa riferimento pure al linguaggio adoperato da Alessandro Manzoni nei Promessi Sposi, collocandolo tra modisti e cabalisti, alla filosofia di Kant e all’estetica di Benedetto Croce, passando per Marco Polo.
Si tratta di un vero e proprio excursus storico che giunge sino ai nostri tempi con il pensiero di Gianni Vattimo, il filosofo nonché politico italiano che, partendo dell’ontologia ermeneutica contemporanea, ne ha data una sua interpretazione chiamandola “pensiero debole” e contrapponendola così al cosiddetto “pensiero forte” che si era affermato tra l’Ottocento e il Novecento.
Si tratta di sicuro di un testo adatto per gli studiosi della materia anche se potrebbe costituire un interessante punto di partenza per i lettori che desiderano addentrarsi nello studio della storia della filosofia e della semiotica.
Il libro consta di ben 575 pagine ed è corredato da 30 pagine relative alla bibliografia e lo si acquista in libreria al prezzo di 25,0 euro.

La semiotica di Umberto Eco comunque si rifà a quella di Peirce, a cui fa riferimento anche nel libro, che considera importante non solo il “segno”, con il quale vuole intendere qualsiasi oggetto che si può interpretare, ma anche l'”interpretante”. Costui viene in pratica considerato come un altro segno che spiega il primo. Ed è proprio con la successioni dei segni, ovvero con la cosiddetta “semiosi illimitata”, che il mondo acquista il suo significato.
Umberto Eco che un po’ tutti abbiamo avuto modo di conoscere con il suo primo grande romanzo dal titolo “Il nome della rosa” pubblicato nel 1980 e che ebbe grande successo sia da parte della critica che dal pubblico, tanto da essere stato tradotto in ben 44 lingue e dal quale è stato tratto pure un film, non è nuovo a questo genere di libri.
Infatti sono diversi i saggi di filosofia, di semiotica, e quelli di estetica che ha scritto nel corso della sua carriera. Ha cominciato infatti nel 1956 con la pubblicazione del libro “Il problema estetico di San Tommaso” sino all’ultimo testo, pubblicato dalla casa editrice Bompiani nel 2009, dal titolo “Vertigine della lista”.

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