IT di Stephen King (libri)

0 3

Ricordo che durante in famoso incontro letterario in Italia, si trattò il tema di Stephen King inteso finalmente come “scrittore”. Stephen King infatti in Italia, per tutti i suoi primi 15 anni di produzione è stato più che altro considerato come un fenomeno di mercato, un produttore di best seller ma con scarso o nessun valore stilistico. Soltanto recentemente invece King è stato completamente sdoganato come scrittore vero e proprio. Dietro i best seller da centinaia e centinaia di pagine, dietro lo scrittore bizzarro e pieno di manie (in fondo è stato anche il primo a dichiarare l’uso di un personal computer durante la scrittura, cose che provocò un piccolo scandalo), dietro tutto questo insomma c’era un disegno stilistico e narrativo che meritava maggiore attenzione. Nella produzione, davvero sterminata, di Stephen King, due sono i temi più ricorrenti e che ne costituiscono l’essenza: l’orrore nel quotidiano e il punto di vista dei bambini. Il primo tema è sicuramente quello che lo ha reso celebre. Se King è uno scrittore “di paura”, l’orrore non viene mai dall’esterno ma è nascosto nell’ombra della nostra quotidianità e per questo, forse, ancora più spaventoso. Automobili improvvisamente possedute da forze soprannaturali, un negozio di cose preziose, la compagna di scuola con strani poteri, un cane con la rabbia, un cimitero indiano proprio dietro casa. L’orrore viene anche da qui, il male è vicino a dove viviamo, ha sempre convissuto con noi e all’improvviso si rivela. I testimoni più comuni nelle pagine di Stephen King sono i bambini. Come moderni personaggi di favole nere, sono loro a vedere per primi il male e a doverlo combattere da soli.
Queste due tematiche convergono insieme, in un modo chiarissimo e con un risultato davvero magistrale nell’opera letteraria di It, uno dei più grandi capolavori firmati del re dell’horror.
Veniamo alla storia. Nella primavera del 1985 It è tornato. Ogni 27 anni, sin dalla notte dei tempi, It, una creatura ultraterrena che vive nel labirinto fognario sotto la cittadina di Derry, ritorna per uccidere e mutilare ragazzini e adulti. Solo sette persone si sono trovate faccia a faccia con It e sono rimaste vive per raccontarlo: lo scrittore horror Bill Denbrough, l’architetto Ben Hanscom, il bibliotecario Mike Hanlon, il dj Richie Tozier, l’autista Eddie Kasbrak, la fashion designer Beverly Rogan e l’account Stan Uris. 27 anni prima formavano il Club dei Perdenti ed erano entrati in contatto con qualcuna delle innumerevoli e terrificanti forme che It è in grado di assumere.

Il libro narra due storie parallele, quello che successe nel 1958 quando i bambini affrontarono It per la prima volta e quando nel 1985 si riuniscono di nuovo per sconfiggerlo definitivamente. L’ambientazione è altrettanto importante, tanto che alla cittadina di Derry vengono dedicate quasi quattrocento pagine per descriverne gli orrori celati dietro l’apparente tranquillità. Una storia tipica di King, con il male, il bene, l’adolescenza e la paura di diventare adulti.

Piaciuto l'articolo? Fallo conoscere a tutti:

  • Facebook
  • del.icio.us
  • Google Bookmarks
  • Print
  • Twitter
  • Yahoo! Buzz
  • Digg
  • StumbleUpon

Potrebbe piacerti anche Altri autori

E tu che ne pensi?

L'indirizzo email non verrà pubblicato.

Giudizio Generale:
This site uses cookies. Find out more about this site’s cookies.