Dilma Rousseff (politica)

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Il primo gennaio 2011 è iniziato il mandato di Dilma Rousseff , 36° presidente del Brasile. Il Brasile ha così la prima donna a capo dello Stato della sua storia. I buoni propositi e gli obiettivi della Dilma, che appartiene al Partido dos Trabalhadores, sono la lotta alla miseria, alla delinquenza e alla corruzzione; propositi questi, che aveva anche Ignazio Lula, il presidente che l’ha preceduta. Lula, della stessa area politica della Dilma, ha ottenuto buoni risultati durante il suo mandato, ma non è riuscito a sradicare la povertà nel grande stato sudamericano.
Al ballottagio la Dilma ha ottenuto ben 55,5 milioni di voti, pari al 56% del totale, contro il 44% del rivale socialdemocratico Josè Serra.
Anche personaggi pubblici come l’attore portoricano di fama internazionale Benicio del Toro e il primo segretario del partito Socilista francese Martine Aubry si sono espressi apertamente in suo favore e il regista americano Oliver Stone, ha anche registrato un messaggio in suo sostegno.

Ma cerchiamo di conoscere un pò meglio questa donna amante della politica, ma anche della storia e dell’opera e che è stata considerata, dalla rivista brasiliana Epoca, una delle brasiliane più influenti del 2009.
Dilma Vana Roussef Linhares nasce a Belo Horizonte il 14 dicembre 1947 in una famiglia giudaico-cristiana di classe medio-alta. Il padre è un avvocato e imprenditore bulgaro naturalizzato brasiliano e la madre è una maestra elementare.
Già durante la giovinezza matura posizioni politiche di matrice socialista. Tra il 1964 e il 1985 partecipa alla lotta armata contro la dittatura militare brasiliana in organizzazioni come il Comando de Libertaçao Nacional (meglio conosciuto come COLINA) e la VAR Palmares.
Nel 1970 viene arrestata perchè trovata armata in un locale nel quale la polizia stava arrestando un suo collega; viene condannata in prima istanza a sei anni, pena che viene poi ridotta a due anni e un mese, ma solo quando lei ha già trascorso tre anni in carcere. Uscita dalla prigione la Dilma denuncia apertamente le torture subite per ben ventidue giorni a Operaçao Bandeirante, il centro di tortura istituito dalla dittatura militare, indicando anche i nome dei militari autori delle violenze.

Questo atto coraggioso ci fa capire la forza di questa donna, la quale, già secondo i suoi compagni di militanza, aveva delle grandi doti di leader in quanto riusciva a imporsi anche in ambienti come quelli della lotta armata prevalentemente maschili. A lei vengono attribuite tante azioni, come la pianificazione di sequestro di Delfim Neto (sequesto mai avvenuto) o il furto della cassaforte dell’ allora ex governatore di San Paolo Ademar de Barros, ma lei nega.
Prima di diventare presidente la Dilma ricopre due cariche molto importanti per la sua carriera. Dal 2003 al 2005 è infatti Ministro per le Miniere e l’Energia del Brasile dove lancia il programma “Luz Para Todos” (il presidente Lula sorprende tutti quando la sceglie) e dal 2005 al 2010 è Ministro della Casa Civil del Brasile.

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