Distinguere allergie, intolleranze e celiachia

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Con il trascorrere del tempo sempre più persone scoprono di essere affette da allergie o intolleranze, spesso però nel distinguerle vi è molta confusione anche se in realtà si tratta di problemi completamente diversi sia per quanto riguarda i sintomi, sia per la causa scatenante.
Cerchiamo di capire le differenze soffermandoci poi in modo particolare su una specifica intolleranza che sta diventando sempre più frequente, la celiachia.

L’ALLERGIA. La parola allergia deriva dal greco “allos” ovvero estraneo e indica una reazione dell’organismo a determinate sostanze che vengono percepite dal corpo come estranee o nemiche. Può essere di tipo alimentare o meno. La reazione allergica avviene nel sangue dove sono presenti degli anticorpi chiamati IgE, durante il primo contatto tra la sostanza che procura allergia e l’organismo non vi è reazione, ma il corpo riconosce come estraneo l’elemento incolpato e crea questi specifici anticorpi, in seguito poi al successivo contatto con l’elemento estraneo, si verifica la reazione allergica. Le manifestazioni di tipo allergico sono violente e repentine però con il tempo l’allergia può sparire, cosa che ulteriormente la distingue dall’intolleranza che in seguito vedremo.
Le reazioni allergiche possono essere di due tipi:
1) locali;
2) sistemiche.

Le reazioni locali possono colpire il NASO con starnuti frequenti e scolo, gli OCCHI con arrossamenti e lacrimazione eccessiva, la PELLE con orticaria, eczema, dermatite, infine possono colpire le basse vie aeree con attacchi d’asma, spasmi bronchiali.
Per quanto riguarda le reazioni SISTEMICHE sono di vario genere e possono portare fino al coma o morte a causa soprattutto dello shock anafilattico.
Per quanto riguarda le cause vi è un fattore genetico, anche se non è detto che si manifesti lo stesso tipo di allergia, e un fattore ambientale. Quest’ultimo è ancora frutto di approfondimento e riguarda più che altro i dati statistici che ci dicono che c’è una maggiore incidenza nelle città particolarmente inquinate in cui le polveri sottili rendono l’organismo particolarmente fragile soprattutto per quanto riguarda le vie respiratorie. E’ inoltre dimostrato che l’ambiente rurale e la presenza di animali in casa, soprattutto gatti, durante l’infanzia riduce l’insorgere di allergie, proprio in base a ciò alcuni studi sostengono che le cause delle allergie oltre ad essere di tipo genetico arrivano anche da un eccesso di sterilizzazione degli ambienti.
Per la DIAGNOSI ci sono diverse possibilità, la strada più seguita è il prick test, questa prova mira a far venire a contatto con la pelle gli allergeni più comuni, se nel paziente sono attivi gli anticorpi IgE per quella determinata sostanza, si verificherà la reazione allergica e ciò costituisce una sorta di prova del nove. La seconda strada è il RAST in questo caso l’allergene viene cercato direttamente nel sangue cercando di attivare gli anticorpi.

LE INTOLLERANZE sono scatenate dall’incapacità dell’organismo di digerire determinate sostanze provocando così un malessere di cui in seguito vedremo le principali caratteristiche. Sono molto diverse dalle allergie sia per il coinvolgimento non del sangue ma dell’intestino sia perché non vi sono anticorpi, inoltre, non possono sparire anche se essendo più subdole non si manifestano immediatamente, ma è come se lavorassero nel corpo per molto tempo con sintomi molto lievi e non facilmente riconducibili all’intolleranza e poi esplodessero quando l’organismo non riesce più a reggere lo stress causato dall’alimento colpevole.
Si manifesta con stanchezza, cefalea, malessere generale, problemi intestinali, gonfiori addominali, eczemi, crescita insufficiente ma questi sono solo alcuni dei sintomi possibili perché in realtà le possibilità sono molte in base anche al tipo di intolleranza.

Tra le INTOLLERANZE assume una particolare rilevanza per l’alto numero che sempre più ne viene diagnosticato, la CELIACHIA, un forma di intolleranza al glutine elemento che si trova in molti cereali tra cui grano, segale, orzo, mais, avena, kamut, malto e altri cereali meno conosciuti nella dieta italiana.
Il Ministero della Sanità nella relazione del 2011 presentata al Parlamento sottolinea che in Italia ci sono 135.800 persone che si sono sottoposte ai test e sono risultati positivi, ma si stima che vi sono ben 540.000 persone che sono colpite da celiachia. Si tratta quindi di un fenomeno che non può essere sottovalutato.
Cosa succede ad un celiaco? Nell’intestino di un celiaco il glutine viene percepito come un elemento nemico e quindi si attivano tutta una serie di processi che a lungo andare creano molti problemi perché i villi intestinali tendono ad atrofizzarsi e ciò comporta un’incapacità dell’organismo di assorbire i nutrienti provocando quindi anemie importanti dovute ad esempio ad una mancanza di ferro o di vitamina D che, a sua volta, aiuta l’assimilazione del calcio. Per questo motivo nei bambini celiaci se non diagnosticata e non trattata può portare anche ad un cattivo sviluppo e ad una crescita ridotta.
E’ particolarmente pericolosa perché si è notata tra i celiaci una particolare incidenza del adenocarcinoma all’intestino e del linfoma del piccolo intestino. Queste percentuali possono però essere abbassate con una corretta alimentazione quindi con una diagnosi precoce.
I sintomi possono essere oltre anemia, senso di stanchezza, vomito, dissenteria, dimagrimento. Per la diagnosi è possibile effettuare esami del sangue e biopsia intestinale, il primo esame è meno invasivo, mentre per il secondo occorre effettuare un prelievo all’intestino tenue e quindi il successivo esame.
La diagnosi è necessaria anche per avere il giusto supporto economico dal Servizio Sanitario Nazionale.

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