Eco ATM (raccolta dispositivi elettronici usati)

1 2

Avete cambiato telefono cellulare ed ora non sapete che farvene di quello vecchio? Al ritmo al quale, oggi, i dispositivi elettronici diventano obsoleti, capita ormai sempre più frequentemente ed i nostri cassetti si riempiono di oggetti ormai inutili che, nel peggiore dei casi, vengono gettati senza la minima attenzione all’ambiente.
A coloro che sono attenti alle tematiche ambientali e favorevoli al riciclo, Eco ATM offre un’opportunità unica.
Si tratta di un punto di raccolta di dispositivi elettronici usati (per il momento esclusivamente telefoni cellulari) che, nella forma e nel nome (che, tradotto, significa appunto “bancomat ecologico”) ricorda uno sportello bancomat mobile.

L’idea arriva dagli USA e, per ora, il progetto è attivo solo in questo paese, dove è stato lanciato nel settembre scorso ed è ancora in fase di sperimentazione, ma ha tutte le carte in regola per spopolare anche qui, in Italia.
In sostanza, quando immettiamo un vecchio cellulare all’interno della macchina, questa e’ in grado di valutarne il valore (in base al modello ed allo stato in cui si trova) e di restituire, in cambio, un buono sconto spendibile per l’acquisto di altri prodotti, trasformando, quindi, un rifiuto, in denaro (se non si desidera ottenere il buono, o si vuole destinare parte del ricavato a progetti di recupero ambientale, è sempre possibile optare per effettuare una donazione ad una delle associazioni indicate). Ovviamente se non si è soddisfatti della valutazione effettuata, è possibile annullare l’operazione e ricevere indietro il proprio cellulare.
I telefoni così raccolti, a seconda del loro grado di recuperabilità, saranno riparati o, se possibile, utilizzati per estrarne pezzi di ricambio, mentre le parti inutilizzabili saranno smaltite nel modo più corretto.
In alternativa, ove il prodotto non abbia più un valore commerciale, questo sarà comunque smaltito a cura della società e, per ognuno di questi telefoni, l’azienda si farà carico di far piantare un albero.

Un ottimo progetto, dunque, capace di liberarci dall’incombenza di trovare una collocazione alla nostra “spazzatura tecnologica”, senza creare danno all’ambiente (o, comunque, creando il minor danno possibile) e consentendoci, oltretutto, di ottenere anche un piccolo riscontro economico.
Se l’iniziativa avrà il successo ed il riscontro sperati (come sembra già avere, sin dagli esordi), l’azienda conta, in futuro, di estendere questo sistema di riciclo anche ad altri dispositivi elettronici quali lettori MP3, tablets, fotocamere digitali, computer portatili, stampanti e via dicendo.
Per coloro che desiderassero approfondire l’argomento, segnalo il sito www.ecoatm.com: purtroppo è tutto in lingua inglese, ma offre tutte le informazioni più dettagliate sul progetto, sul funzionamento dei macchinari, sui progetti ambientali e di riciclo e sulla loro importanza, con la lista delle associazioni aderenti.
Auspicandoci che un progetto simile possa essere attivato presto anche in Italia, la raccomandazione è quella di evitare di gettare questo tipo di rifiuti nell’indifferenziato e cercare, se possibile, di consegnarli agli appositi centri di smaltimento.

Piaciuto l'articolo? Fallo conoscere a tutti:

  • Facebook
  • del.icio.us
  • Google Bookmarks
  • Print
  • Twitter
  • Yahoo! Buzz
  • Digg
  • StumbleUpon

Potrebbe piacerti anche Altri autori

1 Commento

  1. Sebastiano dice

    Scrivo in rappresentanza di un gruppo di studenti universitari, iscritti al corso di direzione aziendale dell’università di Catania.
    Stiamo realizzando un progetto, e vorremmo prendere ad ogetto l’attività di ecoATM. Vorremmo reperire informazioni utili sull’attività e i costi legati al riciclaggio e allo smaltimento dei rifiuti elettronici.

E tu che ne pensi?

L'indirizzo email non verrà pubblicato.

Giudizio Generale:
This site uses cookies. Find out more about this site’s cookies.