ECO DI LIBRO 33: Sopravvissuta di Fulvia Degl’Innocenti

0 1

Gli anni aumentano e così pure il distacco dall’adolescenza, con tutto il suo bagaglio di dubbi, tormenti, perplessità, conflitti interiori e familiari.
Gli anni aumentano ma i figli ti riavvicinano all’adolescenza, con tutte le problematiche nuove e faticose, ed alla fine sempre le stesse, quelle che anche noi cinquantenni qualche manciata di decenni fa, affrontavamo convinti che nessun adulto le potesse comprendere, aiutandoci a superarle.
Il racconto di Fulvia Degl’Innocenti narra le giornate di una giovane donna, unica sopravvissuta ad una epidemia, sola su un’ isola, con le uniche compagnie del suo cane Buck e del suo diario.

Un ‘alternarsi di giornate più o meno faticose durante le quali Sara nei momenti liberi, dove può allentare la tensione al dovere per la lotta alla sopravvivenza, pensa, ricorda, spera, sogna e scrive il suo diario, nonchè lettere che affiderà al mare, sperando che le bottiglie di plastica vengano prima o poi trovate da una mano amica.
E’ una trama non nuova, metafora delle solitudini umane, così concrete, non sempre così palpabili e visibili, così laceranti, soprattutto nel lungo periodo.
Mi sono piaciute molto alcune righe che vi riporto che raccontano come muti la percezione, la comprensione, il significato di ciò che i nostri genitori ci insegnano:
“La terra, quando è dura non capisce che cosa siano quei semi gettati su di essa, la colpiscono, la feriscono, come degli invasori indesiderati. Poi accade che la terra venga smossa, si ammorbidisca e che anche quei semi si ammorbidiscano, si facciano un tutto con la terra per poi schiudersi e germogliare. Ho imparato, coltivandoli, che i semi sono di tanti tipi, e alcuni si intrufulano, portati dal vento. Non tutti i semi del contadino sono buoni, non tutti i semi portati dal vento sono cattivi. E quando le piantine sono appena spuntate non le distingui bene, sembrano un po’ tutte uguali. Solo quando sono cresciute allora capisci da dove hanno origine. Bisogna essere un po’ cresciuti per capire di che cosa siamo fatti e a chi dobbiamo dire grazie per questo”.

Consiglio la lettura di questo libro ai giovani, ed anche ai loro genitori; un tuffo nel passato che può essere fecondo e costruttivo !

Piaciuto l'articolo? Fallo conoscere a tutti:

  • Facebook
  • del.icio.us
  • Google Bookmarks
  • Print
  • Twitter
  • Yahoo! Buzz
  • Digg
  • StumbleUpon

Potrebbe piacerti anche Altri autori

E tu che ne pensi?

L'indirizzo email non verrà pubblicato.

Giudizio Generale:
This site uses cookies. Find out more about this site’s cookies.