ECO DI LIBRO 39 : “A piedi sclazi nel Kibbutz” di Masal Pas Bagdadi

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Qualche anno fa’, mentre stiravo, con la televisione accesa, ascoltando un qualche programma di intrattenimento, su un canale che neppure ricorgo, la mia attenzione fu attratta da un’intervista ad una donna, le cui parole mi commossero e coinvolsero molto.
Presi nota su un foglietto di carta a me vicino, del suo nome e di alcune frasi belle che aveva detto, annotandomi anche il titolo di un libro che aveva scritto e che mi sapeva di buono, che mi venne voglia di leggere.
Mi permetto di trascrivere quegli appuntii giusto per il piacere della condivisione, ricordandovi che non sono le sue parole precise, non sono delle citazioni, ma quello che mi ero annotata nella fretta e quindi sintetizzandolo un po’:

– ….non sono una scrittrice, scrivo per necessità, per trasmettere…..
– …..far l’amore è la cosa più complessa della comunicazione; bisogna imparare le altre forme di comunicazione, altrimenti resta un atto superficiale…..
-i dispiaceri e la loro consapevolezza fanno la differenza fra una persona e l’altra…..
Tra un cosa e l’altra questo foglietto, zeppo di appunti in inchiostro rosso, scritti di fretta e quindi un po’ “a zampa di gallina”, passò da un’agenda a quella dell’anno successivo, attendendo il momento propizio all’acquisto.

Lo scorso mese, grazie ad una recensione che ho scritto per un libro, sono stata ricompensata con alcuni libri in dono, che ho potuto scegliere; pur di fretta mi sono subito ricordata di Masal e del suo scritto e così finalmente ne ho potuto iniziare ed anche in fretta finire la lettura.
“A piedi nudi nel kibbutz” è il racconto autobiografico di Masal Pas Bagdadi e di come sia cresciuto in lei il desiderio e la professionalita di occuparsi dei bambini, diventando una attenta e sensibile psicologa per l’infanzia; questa tensione , questa missione, questo lavoro, si sono radicati in lei malgrado, o forse grazie, una vita che si è dipanata, fin da piccola, fra sofferenze, fatiche, abbandoni, obbligandola a spostamenti dalla Siria ad Israele, all’Italia, dovendo lasciare la sua bella e numerosa famiglia di origine, per percorsi dove tutto ed in particolare gli affetti ed i sentimenti sono stati tutti da ricostruire, non senza difficoltà e nostalgie.
Ne emerge la figura di una donna straordinaria, tenera e forte contemporaneamente, attenta agli altri ed alle loro necessità, pur mantenendo un’indipendenza ed una identità tutta sua, frutto di grandezza interiore e fiducia nelle persone, e nelle loro possibilità di crescita e di recupero.
Un inchino verso Masal, ringraziandola per aver voluto raccontare la sua vita, stimolo e risorsa per chi si lascia avvolgere da questa narrazione.

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