Festa della mamma 2012: le poesie più belle

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Ci sono emozioni e sensazioni che ci portiamo dietro per tutta la vita. Senza alcun dubbio, gran parte di queste, derivano dal quel filo sottile, ma indistruttibile, che per sempre ci lega alla nostra mamma. Ebbene, c’è chi con una poesia, una canzone, ha dato parola a queste ineffabili sensazioni, ha espresso la propria gratitudine verso questa persona, che incondizionatamente ci ha amato, ci ha fatto diventare quello che oggi siamo.

“E’ la parola più bella sulle labbra del genere umano” , sostiene in una sua poesia Kahlil Gibran, poeta e filosofo libanese dei primi del ‘900, ma non mancano poeti e scrittori di ogni dove, famosi e non, che non abbiano voluto celebrare nei propri versi la devozione verso la figura materna. Come Salvatore Quasimodo che, in una commovente lettera alla sua mamma morente, ricorda il suo sorriso che ” lo ha salvato da pianti e dolori” oppure un estasiato Edmondo de Amicis che guardando la sua mamma dice ” E più la guardo e più mi sembra bella…” . E il ricordo dell’infanzia arriva prepotente nelle nostre menti quando si legge la malinconica poesia di Giovanni Pascoli La mia sera” in cui il suono delle campane ricorda al poeta quel dolce abbandono nelle braccia della propria mamma che gli cantava la ninna nanna. Mentre, un disperato, e quanto mai solo, Pier Paolo Pasolini, nella “Supplica a mia madre” commosso confessa alla sua mamma, oramai in punto di morte, che ella è insostituibile e per questo si sente condannato alla solitudine. E dice ancora “…il tuo amore è la mia schiavitù…era l’unico modo di sentire la vita, l’unica tinta, l’unica forma”. Quanta malinconia, quanta nostalgia nelle parole di questi poeti? Perchè, diremo? Perchè la mamma è il nostro porto sicuro dove far riposare la nostra anima. Da bambini ci nutriamo del suo amore inconsapevoli che quell’amore ci supporterà per tutta la vita, lo porteremo nell’anima, nei nostri gesti, in quello che siamo.

La poesia è stata talvolta accompagnata dalla musica: ed ecco che per la mamma sono nate splendide canzoni come la celebre “Mamma” di Beniamino Gigli. Ed ecco che in automatico cantiamo “Mamma solo per te la mia canzone vola...” fino ad arrivare ai giorni nostri con la splendida “Lei” cantata da Laura Pausini.
Ma la parola “mamma” è anche evocatrice di allegria, spensieratezza, felicità. Ricordo ancora qualche verso di quelle poesie che imparavamo a scuola per la festa della mamma:” la mamma è come una albero grande che tutti i suoi frutti ti dà”, oppure “se fossi un pittore dipingerei un quadro coi colori del creato, al centro metterei un cuore d’oro e sotto scriverei: mamma tu sei il mio tesoro!”. Parole e frasi che spesso ricadono nell’artificioso, nell’infantile, ma quando si parla della mamma la banale rima cuore-amore è d’obbligo e quanto mai veritiera. Da bambini e da adulti, quando discorriamo della mamma, il linguaggio è sempre lo stesso: meravigliosamente ci riscopriamo poeti e, perdutamente pervasi dal profumo e dal calore dei suoi abbracci, ci ritroviamo a esternare i più reconditi sentimenti.

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