Focolai di pietra di Auel Jean (libro)

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Nuovo capitolo della voluminosa saga dei Figli della Terra ideata dalla scrittrice statunitense Jean M. Auel. Ambientato nell’era glaciale, narra le vicende di Giondalar che, dopo un estenuante viaggio, durante il quale ha incontrato la bella e intrepida Ayla, fa ritorno dal suo popolo, la Nona Caverna degli Zelandoni. Popolo che per 5 lunghi anni l’ha aspettato. I grandi festeggiamenti in onore del suo ritorno sono però interrotti e rovinati dalla presenza della donna che lo accompagna. I membri del suo popolo infatti sono sospettosi nei suoi riguardi, ed iniziano a studiarla. Ayla dunque, vera protagonista del romanzo, comprende che il suo destino tra quella gente sconosciuta dipende interamente da ciò che saprà offrir loro. Così ha inizio un nuovo viaggio per lei, sola tra uomini e donne sconosciuti che la guardano con sospetto, considerandola prima una nemica e poi una “diversa”. Certo però le capacità di accendere il fuoco e curare le ferite possono aprire una breccia in molti cuori. Certo la saga è alquanto lunga, se non nel numero, che resta comunque discretamente elevato, di certo nel conto delle pagine. Ed i vari volumi sono stati pubblicati a distanza di svariati anni, basti pensare che quest’ultimo capitolo della saga ha visto la luce nel 2002, mentre quello precedente nel lontano 1990. Dunque, considerando tutto ciò, è comprensibile che la penna dell’autrice sia leggermente mutata, segnata dal tempo e dalle esperienze. Va detto però che per chi, impegnandosi nel tempo e armatosi di molta pazienza, ha letto ogni singola pagina pubblicata in passato degli altri testi dell’Auel, questo non può che risultare ad un livello lievemente più basso rispetto alle altre sue creazioni. E’ palese infatti l’eccessivo utilizzo di descrizioni e ripetizioni, le quali puntualmente rallentano la narrazione, dando al lettore la sensazione che pur saltando avanti di un centinaio di pagine sarebbe sempre in grado di riprendere il filo narratore senza alcun tipo di problema. Si avverte la mancanza di quella delicatezza di parole e caratterizzazione dei personaggi. Scrivere un testo di poco più di 800 pagine non è certo cosa da tutti, ma se per arrivare a tale risultato si è costretti ad infarcire il testo di ghirigori, sarebbe stato meglio pubblicarne 300. Descrizioni che però hanno un doppio aspetto. Non tutte infatti risultano superflue, dal momento che molte aiutano a rendere più vivo, vero e vicino a noi, un mondo che in realtà è distante secoli e secoli. Quando però ci si ritrova a leggere una lista di tisane, descritte in quantità e tipo, che la protagonista deve preparare per calmare parte del popolo, la voglia di sfogliare al volo tre o quattro pagine diventa molto forte. Concludendo dunque, anche questo capitolo della saga risulta di buon livello, dopo tanti anni però, rispettare ancora tutte le alte aspettative dei fan è sempre un’ardua missione.

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