FUORI DAL CORO 2: La giostra per i piccoli a Oulx

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A luglio a Oulx, paesino della Val di Susa, è consuetudine apprezzata sia dai turisti che dagli indigeni, che si fermi un Luna Park. Non è gran cosa, si tratta di una pista di “autoscontro”, un baraccone di “tiro a segno”, un baraccone di “caramelle , dolcetti, torrone, zucchero filato”, una “giostra per bambini”, una giostra per adulti meglio conosciuta come “calcio in culo” e qualche altra modesta attrazione diversa ogni anno.
A Oulx non ci sono intrattenimenti ne’ per i turisti ne’ per i locali, c’era un cinema, qualche ristorante, un maneggio per cavalli, un mini golf, dei tappeti elastici, una balera in piazza, una biblioteca….ma tutto è stato piano, piano, con il tempo messo a riposo. Rimangono, un campo di calcetto, alcuni campi per le bocce, una piazzetta attrezzata per giovani in skateboard e roller, una scacchiera gigante con pezzi ad utilizzo libero; c’è anche un giardino per i bambini dai 3 ai 12 anni posizionato in uno stupendo pezzo di terreno pieno di alberi di mele, qualche ciliegio, un erbetta verde, moquette naturale per i piccoli utenti, giochi solidi in materiali naturali, divertenti e stimolanti.
Tutto questo per dire che il passaggio del Luna Park, non stona anzi arricchisce le giornate dei più piccoli e le serate degli adolescenti.

Personalmente sono affascinata dalla giostra per bambini. Si tratta sempre della stessa giostra, piccola, semplice, ma a misura di bambino. E’ una giostra vecchia ed i mezzi sui quali si può salire sono tutti pezzi originali, non antichi, semplicemente vecchi, con la dignità e tranquillità che solo ciò che è tale ti può trasmettere.
I bambini hanno la possibilità di fare il loro giro su un qualcosa adatto a loro, senza distorsioni tecnologiche, senza rumori e suoni assordanti, senza dover scegliere fra personaggi od autovetture che i mass media vomitano con violenza ed invadenza, nelle loro testoline attraverso cartoni animati volgari e pubblicità ossessive.
Ogni giostra ha il suo Giostraio, figura silenziosa che osserva la sua piccola clientela nell’alternarsi ripetitivo dei giri.
Qui è sempre stato una figura femminile, diversa per generazioni, una di quelle attività tramandate da madre in figlia. Donne affascinanti nella loro capacità di attendere il cliente, senza frastornarlo di pubblicità o di richieste martellanti. Il fascino della pazienza silenziosa ed intelligente, che non rifiuta però il dialogo con gli accompagnatori adulti.

La nostra Giostraia passa fra i piccoli a ritirare il biglietto di plastica colorata stretto con forza in manine gioiose ed aziona a sorpresa una corda alla quale sta attaccato un Topo Gigio con una coda lunga che può essere strappata, dando la possibilità di vincere un giro in omaggio.
Quanta trepidazione da parte dei piccoli, quanta pazienza e quanta psicologia da parte di questo personaggio.
La Giostraia potrebbe scrivere un libro, tante e tali sono le personalità e le situazioni che ruotano e passano davanti ai suoi occhi, che si fanno ascoltare dalle sue orecchie.
Per i bambini i giri in giostra sono una metafora della vita, quindi ben venga questa possibilità di comunicazione ed educazione. Il giro in giostra è normalmente divertente, più o meno lungo, più o meno affollato, più o meno desiderato, più o meno contrattato…….certo è che c’è sempre ed inderogabilmente una fine. I bambini debbono imparare a scendere, accettare anche se sovente a malincuore e non di rado con pianti e capricci il termine di questo divertimento.
”dai non fare così, torniamo un’altra volta…” sono le parole che i grandi mormorano, con minor o maggior durezza, alle orecchie dei figli o nipoti non sempre disponibili a lasciarsi convincere.
Ma sovente anche a noi cosiddetti adulti spiace dover scendere dalla “giostra della nostra vita” e ciò comporta la difficoltà ad essere convincenti con i nostri piccoli, rischiando in tal modo di viziarli o cullarli , nascondendoli in campane di vetro….
Il Giostraio osserva silenzioso, accettando, con il suo senso di giustizia imparziale, le scelte più o meno condivise, più o meno apprezzate dei suoi piccoli e grandi clienti.

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