I Guardiani del Destino (film)

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I guardiani del destino è un film diretto nel 2011 da George Nolfi, che ne ha curato anche la scrittura. La pellicola, il cui titolo originale è The adjustment bureau, è ispirata a Squadra riparazioni, un racconto breve di Philip K Dick risalente al 1954, il cui titolo in lingua inglese è Adjustment team. Il film racconta la vicenda di David Norris, membro del congresso, in passato alunno molto brillante della Fordham University oltre che giocatore di basket della squadra dell’ateneo, che ha davanti a sé una carriera politica luminosa. Tuttavia David, dopo aver conosciuto Elise Sellas, una ballerina decisamente affascinante, viene a scoprire che alcuni avvenimenti particolari ostacolano la loro relazione. In particolare, sono alcune figure misteriose, chiamate guardiani, che con la loro potenza sono impegnate a tenerlo lontano da Elise. L’uomo, dunque, decide di provare a scoprire la ragione di ciò. Il racconto cui si ispira il film venne pubblicato per la prima volta su Orbit Science Fiction, una rivista di fantascienza, e in seguito in raccolte differenti, in Italia pubblicate da Fanucci Editore. George Nolfi, autore dello script del film, è già stato protagonista di numerosi blockbuster in qualità di sceneggiatore, e esordisce alla regia con questo film. Le riprese sono avvenuta soprattutto a New York, visto che il film è ambientato a Manhattan, a partire dal mese di settembre del 2009. In America il film è uscito il 4 marzo, mentre in Italia comparirà nelle sale cinematografiche tra pochi giorni, il 27 maggio. Il ruolo del protagonista, David Norris, è stato affidato a Matt Damon, ma il film può contare su un cast a dir poco stellare, composto, tra gli altri, da John Slattery, che presta il volto a Richardson, Emily Blunt, che interpreta Elise Sellas, Terence Stamp, chiamato a vestire i panni di Thompson, e ancora Anthony Mackie, che interpreta Harry Mitchell, Shoreh Aghdasloo, che interpreta la signora Norris, e Michael Kelly, che interpreta Charlie Travnor. Merita di essere messa in evidenza la fotografia di John Toll, e particolarmente apprezzabile è anche il montaggio di Jay Rabinowitz. In sostanza, siamo in presenza di un film che merita di essere visto, non soltanto per l’autorevolezza e il prestigio di chi ha firmato il soggetto, appunto Dick, ma anche per le ottime performance sciorinate dall’intero cast attoriale, a partire dal protagonista Damon per finire con i comprimari apparentemente meno importanti. L’esordio dietro la macchina da presa del regista, dunque, si rivela poco traumatico, e anzi positivo, pur considerando che non mancano piccoli difetti e imperfezioni. Nulla di particolare, comunque, a fronte di una storia che sa vivere di suspense e che si regge su un mistero ben costruito dal punto di vista narrativo. La scenografia è curata da Kevin Thompson, mentre la colonna sonora e le musiche sono opera di James Horner. George Nolfi fa parte anche del cast produttivo, e si guadagna una netta e convinta promozione, grazie anche al supporto dei protagonisti scelti.

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