Hunger Games – Recensione del film

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Versione cinematografica del romanzo fantascientifico omonimo scritto da Suzanne Collins.
Diretto da Gary Ross (“Dave”, “ Presidente per un giorno”) e prodotto dalla Warner Bros, il film è uscito nelle sale statunitensi a fine marzo, ottenendo un grande riscontro di pubblico, mentre è giunto il 1 maggio in quelle italiane.

La trama si svolge in un’era successiva all’apocalisse nella città di Capitol, la più ricca di Panem, che è contornata da dodici villaggi più poveri.
Nella città ogni anno si svolgono gli Hunger Games, una serie di combattimenti ai quali partecipano 1 ragazzo ed una ragazza per ogni distretto povero, alla fine dei quali un solo combattente rimarrà in vita. I giochi rappresentano un vero e proprio reality, e sono seguiti in diretta tv dalla popolazione.
Una ragazza di sedici anni del dodicesimo distretto, Katniss Everdeen (Jennifer Lawrence), si offre di partecipare ai combattimenti in sostituzione della sorella minore.
Assieme a lei andrà anche il giovane Peeta Mellark (Josh Hutcherson).

In un’intervista che precede i giochi, Peeta svela il suo amore per la ragazza, ma la cosa indispettisce Katniss che teme un complotto ai suoi danni.
L’inizio dei giochi è cruento, e Katniss sfrutta tutte le sue grandi capacità nella caccia.
Peete si allea con i Careers e cerca di seguire le tracce della ragazza nei boschi.
Dopo alcuni combattimenti che la vedono vincitrice, Katniss decide di sfruttare le nuove regole del gioco che consentono ad una coppia dello stesso distretto di aggiudicarsi la vittoria.
La sedicenne cerca di rintracciare Peeta, trovandolo ferito e prendendosi cura di lui.
Nei successivi combattimenti, Peeta sta per essere ucciso, ma viene salvato da Katniss.
A questo punto gli organizzatori mutano nuovamente le regole, decidendo che uno solo sarà il vincitore, in modo da stimolare una battaglia finale fra i due innamorati.
Katniss e Peeta raccolgono però delle bacche velenose e minacciano di suicidarsi, facendo in modo che non ci sia alcun vincitore.
I giovani vengono così dichiarati ambedue meritevoli della vittoria.
Seneca Crane, responsabile del gioco, viene però costretta a suicidarsi ingerendo le bacche per non essere riuscita nell’intento di decretare un solo vincitore.
Mentre, al loro ritorno a casa, Peeta e soprattutto Katniss si accorgono di essere divenuti dei personaggi scomodi e a rischio per aver sfidato i leader del gioco, a Capitol il presidente Snow (Donald Sutherland) decide del loro destino.

Hunger Games è un film di fantascienza non privo, però, di risvolti sociali facilmente riconducibili alla nostra realtà. La vittoria della protagonista si erge infatti come messaggio di ribellione e speranza per le future generazioni.

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