I Simpson (sitcom animata)

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“I Simpson” è una popolare sitcom statunitense concepita alla fine degli anni ’80 dal fumettista Matt Groening.
La serie televisiva è la parodia di una società grottesca rappresentata attraverso le vicissitudini di una famiglia tipo americana formata da cinque componenti: Homer, il capofamiglia, un pigro, ottuso, irresponsabile ispettore della sicurezza della centrale nucleare di Springfield, Marge, la tipica madre casalinga iperprotettiva e ipermoralista, Bart, il figlio furbo e ribelle, Lisa, la figlia secchiona e anticonformista e Maggie, la piccola e silenziosa ultima nata.
La storia è ambientata in una cittadina statunitense che prende il nome di Springfield. La collocazione della città, in tutti gli anni di programmazione della serie, non è mai stata molto chiara. L’autore ha, infatti, sempre dato informazioni molto generiche e in contraddizione tra loro. Groening ha dichiarato che Springfield ha molto in comune con Portland, città nella quale è cresciuto, e che la scelta del nome è stata fatta appositamente perché molto comune sul territorio. I confini di Springfield, infatti, si differenziano di episodio in episodio, ora caratterizzati da zone costiere, ora da deserti o da montagne, a seconda delle esigenze di sceneggiatura.

Sin dalla loro nascita, “I Simpson” hanno avuto come obiettivo quello di essere una novità televisiva, creando scompiglio e allontanando il pubblico dalla concezione statica della programmazione televisiva. Una dimostrazione ne è la scelta del colore della pelle dei personaggi. Una tonalità giallognola scelta per ingannare gli spettatori. Groening voleva, infatti, che il pubblico, vedendo la serie, pensasse che ci fosse un disturbo nel televisore e si affannasse a risintonizzare il canale cercando di modificare un colore che in realtà era proprio quello. Un umorismo, poi rimarcato nelle diverse vicissitudini dei protagonisti, che ha da subito contraddistinto la novità produttiva.
Una novità che non fu subito accettata dalla parte benpensante e “tradizionalista” della società. Il personaggio di Bart, il ragazzino ribelle che crea scompiglio nella società con la sua vivacità e il suo modo di pensare fuori dagli schemi e che non viene mai punito dalla famiglia, diede adito a un’aspra polemica durante il periodo di presidenza di George Bush senior. Alcune associazioni di genitori conservatori sostennero che Bart fosse un pessimo modello comportamentale per la crescita dei loro bambini.
Nonostante le polemiche, comunque, la serie televisiva regna indiscussa sui palinsesti statunitense e, in seguito, italiano, da ben ventitré stagioni. Inoltre, la serie è stata rinnovata per altre 2 stagioni nell’ottobre del 2011.
La sua struttura di base ricalca quella di una qualsiasi normale sitcom: una serie che ruota attorno alla vita di una tipica famiglia americana e al microcosmo nel quale è inserita, in cui ogni episodio tratta le vicende di uno dei personaggi principali o della relazione tra due. Una serie che ha fatto la differenza nella storia della televisione statunitense e che ha preso di mira, col suo sottile sarcasmo, ora l’abuso di potere che il governo e le grandi industrie hanno sulla gente comune, ora la corruzione politica, espressa in tutte le sue fazioni, ora la distorsione della realtà che i media portano nelle case della gente comune. Un susseguirsi di battute, colpi di scena, guest-stars e caricature che hanno sviscerato, sin dall’inizio, le caratteristiche di una società con una scarsa coscienza critica verso ciò che la circonda.

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