Il capitano Alatriste (libro)

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Quando nel 1996 venne pubblicato “Il capitano Alatriste”, era diffcile immaginare che sarebbe iniziato un ciclo fortunatissimo dove sullo sfondo delle vicende storiche della Spagna del diciasettesimo secolo, il protagonista del romanzo vive una sorta di epica esistenziale che lo porta a ritagliarsi un mondo tutto suo fatto di valori che non sono mai di adesione alle scelte del principe, ma che in quel contesto storico si esprimono con atti e gesti che qualificano il capitano Alatriste come un personaggio dominato da un ethos spontaneo accompagnato da pura energia fisica e vitale.
Anche nei romanzi successivi Alatriste si caratterizza per un estremo individualismo che lo porterà a combattere una guerra del tutto personale, se è possibile fare degli azzardati parallelisimi con altri periodi storici, possiamo rinvenire dieci, cento, mille capitano Alatriste che anche su fronti contrapposti hanno condotto la loro vita alla ricerca di una verità esistenziale che è in un certo qual modo un eco delle cronache del periodo.
In questa prospettiva del tutto personale, il capitano Alatriste vive una tensione esistenziale continua che l’abilità descrittiva della penna di Arturo Pérez-Réverte ci riesce a comunicare con un linguaggio letterario spesso scevro da sovrastrutture ma egualmente efficace, ma nello stesso tempo riesce a trasmettere quel clima decadente della Spagna del diciasettesimo secolo.

Viene da domandarsi se il capitano Diego Alatriste sia uno strumento nelle mani del potere o se nelle intenzioni di Pèrez-Reverte ci sia stata la volontà di dare vita ad un personaggio che pur stando “dalla parte sbagliata” decide ad un certo punto di riscattarsi pagando e rischiando in prima persona?
Non crediamo che questo sia l’intento dello scrittore di Cartagena che forse non vuole dare vita ad un eroe positivo ma a un uomo che pur essendo “uno di loro” ( del mondo della corte) agisce spinto da una sorta di “sentimento” mosso da viscralià oscure.
In questo contesto il lettore non può che parteggiare per Alatriste anche perchè pur trovandoci dinanzi ad un romanzo storico il tempo sembra perdere ogni attributo storico-cronologico per assumere connotazioni simboliche.
Tutto diventa ad un certo punto oscuro: le trame, i personaggi ambigui, il doppiogiochismo per questo motivo Pèrez-Reverte riesce ad andare al di là del tempo presentandoci un’umanità metastorica, totalmente “altra” ma nello stesso tempo nostra con cui il lettore entra in contatto decontestualizzando ed arrivando agli inevitabili paragoni con il mondo a lui contemporaneo.

Da questo punto di vista il romanzo dello scrittore di Cartagena è più di una narrazione rivelandosi come il luogo in cui agiscono istinti ancestrali di sangue e di morte: il segretario del re, ad esempio; è un personaggio che possiamo trovare ovunque ci sia il potere che inevitabilmente genera un sottobosco di intrighi e di figure che di questo sottopotere si alimentano e ne traggono vantaggio.

215 pagine di bella scrittura da godersi…insieme agli altri libri del ciclo, consigliato!

Prezzo. Euro 12,50

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