“Il Castello” di Kafka (libro)

0 2

Quando ci si trova davanti ad una situazione particolarmente surreale, la si definisce kafkiana. Kafka è infatti, senza ombra di dubbio, la personalità letteraria più destabilizzante di tutti i tempi. I suoi racconti non sono una lettura facile, e di certo non agevolano il relax. In essi converge il fascino di una mente singolare, votata a cogliere gli aspetti più nascosti e improbabili della psiche umana. Il romanzo più famoso dell’autore ceco è “Il Castello”. La trama viaggia su note che molto si avvicinano alle strutture dell’angoscia interiore, della fatica a comprendere i meccanismi tortuosi che non di rado affiorano nei nostri pensieri.
Ne “Il Castello” viene narrata la storia di K. (una lettera puntata in luogo di nome e cognome, come per sottolineare il mistero che avvolge persino il personaggio più lineare e razionale). K. è un agrimensore, ossia un esperto in misurazione, stima e descrizione dei terreni, che giunge per svolgere il suo lavoro in un paese che da subito appare sormontato – e non solo visivamente – da un grande castello. La struttura, proprietà di un nobile, è la sede burocratica del territorio circostante. Il castello è il centro decisionale di ogni aspetto della vita del paese, regolato da leggi strane, apparentemente senza senso, ingiuste ed inaccettabili. Eppure la gente pare non opporsi. L’unico cenno di fastidio che K. coglie fin da subito è una poco velata ostilità nei suoi confronti. Il paese sembra ordinato secondo leggi contrarie ad ogni logica e a qualsiasi senso morale. Il protagonista è un estraneo, di lui non ci si deve fidare, a lui non si può e non si vuole concedere alcuna confidenza. Dati i presupposti, la realizzazione del lavoro che K. dovrebbe svolgere diventa impossibile. Ogni sua azione è respinta a suon di legge. Tuttavia, la situazione rende l’agrimensore ancora più testardo; non si dà per vinto e cerca in ogni modo di infrangere lo scudo protettivo che gli abitanti erigono attorno a loro stessi. Ci prova conquistando una donna che però poi lo abbandona. Quando finalmente riesce a conoscere uno dei funzionari disposti a parlare con lui, e si scorge uno spiraglio per comprendere le dinamiche di questo mondo tanto peculiare, K. si addormenta. Il romanzo finisce lasciando il lettore senza risposte. Questo è certamente uno dei motivi per cui, nel corso del tempo (dal 1926, anno della pubblicazione), critici e lettori si sono affannati a dare interpretazioni varie e spesso traballanti del senso de “Il Castello”. Eppure, seppur la trama sembri lasciare spazio solo al surreale, l’opera ci risulta vicina, a tratti pare farci scorgere elementi famigliari. Libro consigliatissimo a chiunque ami la buona letteratura e non sia alla ricerca di una lettura facile e leggera. Certamente, non si tratta di un’opera adatta alle giornate di vacanza, ma vale la pena affrontarla… come tutti i
racconti di Kafka.

“Il Castello” si trova in libreria edito da Newton Compton. Prezzo di copertina: 6 euro.

Piaciuto l'articolo? Fallo conoscere a tutti:

  • Facebook
  • del.icio.us
  • Google Bookmarks
  • Print
  • Twitter
  • Yahoo! Buzz
  • Digg
  • StumbleUpon

Potrebbe piacerti anche Altri autori

E tu che ne pensi?

L'indirizzo email non verrà pubblicato.

Giudizio Generale:
This site uses cookies. Find out more about this site’s cookies.