Il Gattopardo (romanzo)

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Il Gattopardo, scritto da Giuseppe Tomasi di Lampedusa ed edito nel 1958 , dopo la sua morte , è un romanzo storico , ambientato in Sicilia , nel feudo di Ragusa di Donnafugata tra gli anni che vanno dal 1860 al 1910 , nella quale racconta i cambiamenti della società siciliana durante il Risorgimento . Il titolo del romanzo , il Gattopardo , è riferito all’emblema del suo casato che raffigura un gatto su uno sfondo blu con il manto leopardato . La trama verte sull’antica storia della famiglia Salina , di cui l’autore faceva parte , in particolare la storia si concentra su Don Giulio Fabrizio Salina , principe di Lampedusa , suo bisnonno , considerato il capofamiglia della casata .
Il racconto inizia con la rappresentazione in casa del rosario da parte della moglie , Maria Stella , e dei suoi sette figli . Il principe Don Fabrizio era un uomo notevole nel suo territorio, dove la sua grande inclinazione per la matematica, applicata allo studio dell’astronomia , gli aveva fruttato molti riconoscimenti pubblici ma anche un uomo ricercato dalla sfera femminile con cui tradiva la moglie. Tale sua inclinazione , era motivo di furiosi litigi in famiglia nelle quali, Don Fabrizio Salina , non risparmiava il proprio disprezzo verso tutta la famiglia , tranne per il nipote Tancredi Falconieri, che aveva abbracciato la fede dei garibaldini , diventandone un suo soldato . Un giorno, nel giardino viene trovato un cadavere di un soldato che, ferito, si era rifugiato sotto una pianta di limoni , morendovi dissanguato. Il principe si rende conto che non può più ignorare i fermenti politici e le lotte che avvengano attorno alla solita, decidendo di trasferirsi nella sua proprietà di campagna a Donnafugata . Arrivato sul posto , insieme all’intera famiglia, dopo tre giorni di viaggio , Don Fabrizio si dedicò alle incombenze della proprietà consultandosi con il proprio amministratore , ma un giro lungo le strade del paese, lo convinse che non era più un uomo popolare . Il sindaco del paese , Don Calogero Sedara ,diventato estremamente ricco per la sua arguzia, aveva soppiantato la figura del principe dimostrando così, che ormai contava maggiormente il potere economico e non il ceto nobiliare . In occasione di una visita del nipote Tancredi nella residenza estiva, il principe organizza una festa nella quale invita la gente del posto. Quando, nella sala addobbata festa, entra Angelica, la figlia del sindaco, tutti gli sguardi le si puntano addosso come calamite perché è una ragazza molto bella della quale il nipote si innamora perdutamente e che finirà alla fine di sposarla. Il principe accetta l’entrata nella propria famiglia di una borghese arricchita , donando anche una dote al nipote ,in quanto capisce che i tempi sono cambiati , mettendosi da parte. dopo poco tempo ci sarà un plebiscito nella quale la Sicilia è annessa all’Italia.

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