Il pianeta proibito con Leslie Nielsen (film)

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Di recente è il bravissimo ed eclettico Leslie Nielsen, attore che ricordiamo in molti film e dalla carriera dedicata anche a produzioni un po’ demenziali e comiche. Tra queste, la serie “Una pallottola spuntata” e il film “L’Aereo più pazzo del mondo”.
Molti, tuttavia lo ricordano ne “Il pianeta proibito”, di Fred McLeod Wilcox, in cui appariva insieme alla bellissima Anne Francis, che nel film è Altaira Morbius, figlia del famoso scienziato partito dalla terra e scomparso dopo una spedizione nello spazio.
Nielsen è il capitano di un incrociatore spaziale lanciato sul pianeta Altair con la missione di ritrovare la flotta del Bellerofonte lanciata nello spazio vent’anni prima, e trovarne i superstiti.

Il dottor Edward Morbius (Walter Pidgeon), unico superstite con la figlia Altaira, cerca invano di impedire alla flotta di atterrare, paventando le conseguenze. La flotta trova infatti una forza sconosciuta che tenta di distruggerla. Morbius narrerà poi al capitano e al dottore di bordo (Warren Stevens), che vent’anni prima la sua flotta scomparve durante la notte a causa di una enorme e sconosciuta creatura, lasciando lui, la figlia e la moglie, poi morta per cause naturali.
Da allora, Morbius vive in un bunker con un unico amico, il robot Robbie e studia con accanimento i Krell, la civiltà originaria di Altair, scomparsa misteriosamente duemila secoli prima e che secondo Morbius avrebbe avuto caratteristiche simili a quella umana, ma infinitamente più avanzate.
La notte della scomparsa dei membri del Bellerofonte, lo stesso Morbius fu indotto in uno stato di coma che ne raddoppiò il quoziente intellettivo, grazie a una macchina speciale per l’educazione e il potenziamento del cervello dei bambini Krell, ma letale per quello umano.
Morbius mostra agli ospiti anche una enorme macchina sotterranea dallo scopo ignoto, ma che dalla scomparsa dei Krell continua a autoalimentarsi. Nasce un sentimento tra il capitano e la bella diciannovenne Altaira, abituata vivere sola con il padre e Robbie, mentre il medico di bordo, incuriosito, entra nella nursery dei Krell e prova la macchina, con gravi conseguenze. Muore, infatti dopo averne capito il funzionamento e aver confidato al capitano la verità: la macchina materializza i desideri inconsci di chi la prova.

I Krell, altamente civilizzati, ma ignari delle potenzialità del subconscio, erano stati gli artefici della loro stessa distruzione manifestando attraverso la macchina pensieri inespressi e letali. Cosa che aveva fatto Morbius desiderando di essere l’unico a studiarli. Morbius, nonostante capisca che la figlia ha bisogno di vivere delle relazioni normali, è la forza che inconsapevolmente ha deviato la rotta dell’incrociatore. Altaira decide per amore di lasciare il pianeta nonostante le conseguenze della macchina e la navicella parte per la Terra.
Valutare un film di fantascienza del 1956 non è facile se rapportato ad oggi, soprattutto dal punto di vista grafico. Notevoli sono le influenze della tempesta di Shakespeare, soprattutto nei personaggi. Divertente è la figura di Robbie, robot che fu l’oggetto cinematografico più costoso all’epoca e riutilizzato in film successivi come “Il robot e lo Sputnik”, divenendo un antesignano per i modelli dei robot successivi.

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