Immaturi (film)

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Immaturi (Italia, 2011, 108′)
Genere: Commedia
Regia: Paolo Genovese

Interpreti: Ricky Memphis, Raoul Bova, Barbara Bobulova, Luca Bizzarri, Paolo Kessisoglu

La routine di un gruppo di romani viene sconvolta dalla notizia che il loro esame di maturità è stato annullato per un difetto amministrativo. Alla soglia dei quarant’anni essi quindi si ritrovano a doversi rimettere sui libri per riprendere il diploma ottenuto venti anni prima. E’ l’occasione per rivedere i vecchi compagni del liceo, rinsaldare amicizie, riannodare fili interrotti e analizzare l’andamento delle proprie vite.

Paolo Genovese, con Immaturi, decide di dare vita all’incubo ricorrente di tantissime persone: dover rifare l’esame di maturità -il primo importante, costato fatica e sudore freddo- quando la vita ha già portato altrove. Quell’esame, nei sogni e nel film, diventa simbolo delle ansie da affrontare e di un’età irripetibile che rimane mitica nella memoria soprattutto quando ci si è scontrati con fallimenti e delusioni.
La commedia, pur a tratti godibile, non regge le premesse e appare come un’occasione mancata. Il pretesto già esile dell’avvio del film, l’esame annullato, è presto abbandonato e appare poco credibile che persone laureate o che lavorano accettino così supinamente una situazione tanto grottesca. Il regista preferisce dedicarsi all’evoluzione delle vite dei vecchi compagni di classe, costruendo una sorta di Grande freddo (già rifatto benissimo da Verdone in Compagni di scuola) che in comune con l’illustre predecessore ha solo le citazioni (fin troppo insistite e compiacenti) appartenenti agli anni della giovinezza dei protagonisti, in questo caso gli ’80.
Da una parte la dimensione della memoria su cui dovrebbe essere giocato l’effetto nostalgia è molto debole, perché si racconta poco o niente degli anni delle superiori dei protagonisti, e lo spettatore fatica quindi a ritrovare le angosce e le paure tipiche della prima giovinezza così come l’amarezza e i rimpianti dell’età adulta. Dall’altra è quasi irritante l’assenza di una efficace fotografia della realtà sociale presente: in un’Italia squassata dalla crisi economica, con un’intera generazione prigioniera del lavoro precario, in Immaturi sono tutti realizzati in campo occupazionale: il bamboccione Memphis è a casa non per necessità ma per scelta, Bova vive in una casa lussuosa e la sola Bobulova ha qualche difficoltà al lavoro, prontamente risolta. Del resto sarebbe stato difficile rappresentare il contrario in un film appesantito dalla presenza di pubblicità di tutti i tipi, dalla banca ai reggiseni. La mancanza di un forte sguardo autoriale fa procedere la pellicola per episodi più da fiction televisiva che da grande schermo.
Gli interpreti non sono tutti all’altezza (Bova annichilisce nel confronto col personaggio simile interpretato da Athina Cenci nel film di Verdone) ma nel complesso sono ben affiatati, con la sorpresa di Ricky Memphis a suo agio in un ruolo diverso dai suoi soliti.
Il dvd del film uscirà l’8 giugno, distribuito dalla Medusa.

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