Ipertensione (malattia)

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Risale al 2006 il primo studio sistematico sull’ipertensione che ne ha individuato la componente genetica. Gli studiosi cioè hanno dimostrato che chi soffre di pressione alta, spesso, non deve attribuire “la colpa” ad uno stile di vita poco sano ma deve analizzare piuttosto il proprio albero genealogico e vedere quanti altri in famiglia hanno avuto lo stesso problema. Il fattore ereditario ovviamente non rende meno pericolosa questa malattia che è sempre più diffusa nei paesi industrializzati. Ecco infatti un altro legame “pericoloso”: mondo industrializzato-ipertensione. A cosa ci si riferisce? Gli studiosi che adottano tale espressione vogliono sottolineare che in Occidente la vita sedentaria (legata a lavori d’ufficio), i ritmi frenetici di lavoro che assecondano la logica della produttività e l’impossibilità di sfruttare il tempo libero per dedicarsi alla propria salute, sono tutti elementi che hanno impoverito la qualità della vita. Durante il giorno si trascorrono molte, troppe ore, seduti e raramente si approfitta dei cinque minuti di relax per fare una passeggiata all’aria aperta. La sedentarietà, com’è facile intuire, non è d’aiuto per il sistema circolatorio.
Immaginiamo di avere una pompa per gonfiare le biciclette e immaginiamo che questa pompa sia il nostro cuore. La velocità e la quantità con cui l’aria esce dalla pompa e gonfia una camera d’aria è l’equivalente della pressione. Se qualcuno calpestasse il tubo della nostra pompa, riducendo lo spessore del tubo, noi dovremmo fare più fatica per far uscire l’aria e qualche volta potremmo non averne la forza. Ecco, tutto ciò che calpesta i nostri tubi che fuoriescono dal cuore, le cosiddette arterie, è alla base dell’ipertensione.
Abbiamo parlato della componente ereditaria e genetica, quindi delle imperfezioni del nostro corpo che minano l’elasticità delle arterie. Vediamo ora cos’altro compromette la funzionalità del sistema cardiovascolare. In primo luogo i grassi contenuti nell’alimentazione di tutti i giorni che il corpo non riesce a sciogliere e che si stratificano sulle pareti delle arterie riducendone lo spessore e incrementando la pressione. Quest’ultima è compromessa anche dalla densità del sangue che può essere diluito introducendo nella propria alimentazione una dieta povera di sali e ossigenando il sangue con un po’ di moto.

Quando poi i sintomi dell’ipertensione sono insistenti e l’interessato soffre spesso di cefalee, gonfiore alle gambe, palpitazioni, mal di testa, nervosismo o anche ronzii nelle orecchie e vertigini, allora è necessario intervenire con dei medicinali che fluidificano il sangue, riducono la pressione ed evitano i rischi di infarto ed ictus. Queste ultime malattie sono evitabili se si segue un’alimentazione sana, se ci si tiene in forma e se ci si somministra con precisione i farmaci prescritti dal proprio medico.

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