Ipotesi di reato (film)

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Ipotesi di reato (Changing lanes, Usa 2002, 99′)
Genere: Thriller-Drammatico
Regia: Roger Michell

Attori principali: Samuel L. Jackson, Ben Affleck, SYdney Pollack

Le vite di Gavin Banek, giovane e ambizioso avvocato, e di Doyle Gipson, impiegato in una società di assicurazioni con un passato di alcolismo, si incrociano a causa di un incidente su una strada di New York che porta al tribunale. Ci stanno andando entrambi, il primo per discutere una causa che frutterà al suo studio milioni di dollari, il secondo per l’affidamento dei figli. Il comportamento scorretto di Gavin, che pianta l’altro in mezzo alla strada facendolo arrivare troppo tardi in tribunale, provocherà una reazione a catena di eventi: tra i due si scatena una guerra privata dalle conseguenze imprevedibili.

L’incomprensibile titolo scelto per l’edizione italiana fa perdere la bella metafora di quello originale: la “changing lane”, la corsia di cambio, non è solo quella dove avviene l’incidente iniziale che porterà scompiglio nelle vite dei protagonisti, ma è anche la linea di demarcazione tra la tranquillità e il caos, il successo e l’insuccesso, il bene e il male. Una linea molto fragile da cui i due individui deragliano, e che -questo sembra suggerirci il film- potremmo superare tutti noi.
Il bel montaggio alternato segue i due protagonisti e diventa serrato quando le loro vicende fatalmente si intrecciano e si complicano. L’unità di tempo su cui è costruito il film -tutto si svolge in un solo giorno- dà ritmo e velocità. Ma contemporaneamente la regia attenta di Roger Michell indugia sui volti, scruta gli sguardi, sembra cercare la scintilla del dubbio nel vortice di follie che sta avvolgendo i due uomini.
E infatti, quando sembra che la pellicola prenda banalmente la strada dell’action movie, con l’eroe e l’anti-eroe che si affrontano in una sfida scontata, gli eventi rallentano: i caratteri divengono sfumati, non è più chiaro chi sia il buono o il cattivo, e la trama diventa veicolo di un’analisi sociale contemporanea, che ci dice come facilmente i drammi familiari, la competività, lo stress metropolitano possano sfociare in tragedia.
A dare questo senso di disastro incombente, di rabbia repressa che cerca uno sfogo, contribuisce decisamente la prova dei due attori principali: l’interpretazione dolente di un Samuel Jackson in stato di grazia ma anche Ben Affleck a suo agio in un ruolo su misura per lui.
Questo scenario non è aiutato però da un finale buonista che non ha il coraggio di portare a conclusione le premesse costruite per la ricerca a tutti i costi dell’happy end, e che provoca quindi qualche “buco” di sceneggiatura nello sciogliemento della vicenda, nel tentativo di giustificare l’epilogo. Una pecca non trascurabile questa, per un film che mi sento comunque di consigliare senza dubbio, per chi cerca ritmo e coinvolgimento, ma anche per chi vuole qualche spunto in più di riflessione.

Il DVD è in italiano e in inglese, in Full Screen, Dolby Surround 5.1, sottotitoli in italiano.
Distribuzione: Eagle Pictures

Prezzo: in internet si trova a vari costi, dagli 8,92 € di amazon.com ai 19,90 di dvd.it

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