The Iron Lady (film)

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Anche per chi mastica poco di inglese, risulta chiaro che il film The Iron Lady, prossimamente in uscita nelle sale italiane, vuole ripercorrere la biografia della celeberrima Lady di Ferro (così era soprannominata) inglese, Margaret Thatcher. Dalle prime riprese, iniziate in gennaio, si è sparsa la voce che la pellicola sarà una vera sorpresa. La regia è di Phyllida Lloyd, il cast ricco di talenti. Ma la vera sorpresa è una straordinaria Maryl Streep, tanto brava nel calarsi nei panni della Thatcher da risultare praticamente irriconoscibile.
La pellicola racconta la storia della signora che, spazzando via le convenzioni di genere e di classe, arriva ad elevare la sua voce su quella degli uomini, da sempre protagonisti indiscussi della politica inglese. La sua figura è complessa, spesso al centro di polemiche determinate soprattutto dal suo carattere inammovibile… di ferro, appunto.
Il film inizia raccontando il periodo immediatamente precedente alla guerra delle Falkland. Un periodo complesso, tanto da ispirare una sceneggiatura imperniata nei diciassette giorni che determinarono il conflitto con l’Argentina. Ne nasce una storia che pare rimettere in discussione la determinazione della donna, anche se solo in minima parte. Ma, dalle prime notizie giunte da chi ha assistito alle riprese, l’opera è indubbiamente di altissimo valore artistico ed emozionale.

C’è da dire che non sono mancate le polemiche. Gli inglesi, sempre molto radicati nell’amore per la patria, pare avessero forti perplessità sulla scelta di un’attrice americana per interpretare il ruolo del loro ex primo ministro. Ma Maryl Streep è una delle più straordinarie professioniste del mondo del cinema, eccezionalmente versatile e coinvolgente, tanto da riuscire a fare cambiare idea anche ai più agguerriti detrattori. La sua prova nei panni della Iron Lady sembra essere più che convincente: dopo pochi fotogrammi ci si dimentica persino che sia lei e, a dare l’effetto vincente è anche la sua ottima capacità di riproporre alla perfezione l’accento britannico. Altre polemiche, però, sono giunte da famigliari e amici della Thatcher. Alcune interviste, vagamente al vetriolo, hanno rivelato che il personaggio a tratti è troppo romanzato. Insomma, il tema del contendere è il tratto a volte poco determinato dato ad una donna che, secondo chi la conosceva da vicino nel periodo del suo impegno politico, non conosceva tentennamenti. Il punto di maggiore critica è quello che vede la Lady di Ferro riesaminare la sua carriera ed esprimere seri ripensamenti soprattutto dopo la morte del marito. Un copione che sembra scritto dalla sinistra, pare abbiano affermato i suoi vecchi amici. Comunque, il film promette bene. E se qualcuno avesse dei dubbi, è bene ricordi che regista e attrice hanno già lavorato insieme in “Mamma Mia!”… una garanzia.

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