Jane Eyre (Film)

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Il film è stato distribuito nelle sale cinematografiche italiane nell’ottobre del 2011 e rappresenta l’ennesima trasposizione cinematografica dell’omonimo classico della letteratura romantica scritto da Charlotte Bronte. La pellicola è stata adattata per il grande schermo da Moira Buffini, la regia è stata affidata a Cary Fukunaga, gli attori protagonisti sono Mia Wasikowska, Michael Fassbender, Jamie Bell e Judi Dench. Quando il regista ha annunciato il film, molti hanno criticato la scelta, il romanzo vittoriano è uno dei fiori all’occhiello del genere drammatico e sentimentale tanto in voga nel XIX secolo, ma è stato così ripreso in televisione e al cinema da apparire forzato e snaturato nella sua forma. Nonostante le prime critiche il progetto è andato avanti ed ha visto la luce. La storia è incentrata totalmente sulla figura di Jane Eyre, giovane istitutrice senza una famiglia, all’apparenza gelida e sostenuta vive nell’intimo grandi passioni e tormenti. Gli eventi della sua vita sono raccontati in un ordine cronologico diverso rispetto al normale svolgimento dei fatti, si parte dalla fine del racconto, per poi ricordare il passato e fare chiarezza sul futuro. L’istitutrice un giorno decide di scappare dalla dimora in cui lavora, lascia in modo improvviso e senza dire nulla a nessuno la tenuta di Thornfield Hall e da sola inizia a vagare per la brughiera. Il lavoro che doveva svolgere era quello di educare Adèle Varens, il cui tutore era proprio il proprietario della tenuta, Edward Rochester. L’uomo le aveva reso fin dall’inizio la vita impossibile, dopo l’ostilità iniziale qualcosa tra loro era cambiato ma gli strani avvenimenti che succedevano in casa e soprattutto nella soffitta avevano destabilizzato la ragazza a tal punto da decidere di fuggire. Senza un posto dove andare, viene accolta dal pastore St. John Rivers a Moor House. Nella tranquilla casa del reverendo e della sua famiglia inizia a ricordare la sua infanzia e il periodo che ha trascorso a casa del burbero signor Rochester. La memoria va ai pochi momenti felici trascorsi fino all’età di 10 anni quando rimasta improvvisamente orfana viene rinchiusa dalla zia Mrs Reed in un istituto di carità. A Lowood la piccola Jane non ha vita facile il rigore e l’austerità della scuola le impediscono di vivere, l’unico conforto sono le parole di un’altra compagna Helen Burns, che però gravemente malata muore poco dopo. Una volta cresciuta viene mandata da Mrs Faifax, governante in una dimora vittoriana con il compito di istitutrice. Dopo un rocambolesco incontro con il padrone di casa, un uomo dall’umore cupo e variabile, Jane inizia a dubitare della sua stessa salute mentale quando non riesce a capire cosa sta succedendo in casa e nella soffitta. Al regista e agli sceneggiatori va il merito di aver riportato sullo schermo l’opera letteraria senza eccessive forzature o interpretazioni personali. Quello che emerge è il carattere oscuro dell’intera vicenda, l’atmosfera gotica, nel finale però emergono la speranza e la voglia di riscatto per i protagonisti, che decidono di vivere i loro sentimenti a pieno.

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