Julie & Julia (film)

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2002: incastrata per lavoro in un noiosissimo call center, la giovane Julie decide di tentare un esperimento che la faccia evadere dalla monotonia. Decide, infatti, di provare a seguire, per un anno intero senza saltare un giorno solo, la guida culinaria di Julia Child, notissima dagli anni cinquanta in poi in America per aver pubblicato un libro di ricette francesi per gli statunitensi.
Ed il salto è breve: appena si nomina la scrittrice, ecco apparire una gigionesca Meryl Streep, in tutto il suo splendore, novella Julia Child, che, appena trasferitasi in Francia al seguito del prestigioso marito ambasciatore, decide di seguire un corso di cucina locale, restandone affascinata e diventando talmente brava da poter insegnare i segreti della cucina più snob del mondo a sua volta.
Il film ovviamente va avanti tra le varie traversie della donna fino alla pubblicazione – finalmente! – del libro di ricette, che spopolerà negli Stati Uniti, tanto da far approdare nella realtà la matura scrittrice in tv.

La pellicola , nonostante tutto, è abbastanza gradevole, sebbene tenda in alcuni aspetti ad esagerare.
Se la Adams, la Julie del film, non colpisce particolarmente per qualità dell’interpretazione, la Streep, al contrario, è francamente un po’ troppo “caricata”. Sebbene la vera Julia Child fosse effettivamente un personaggio estremamente particolare, un po’ svampita e anticonvenzionale nei comportamenti, allo stesso tempo il personaggio portato sullo schermo dalla Streep risulta già ad un primo colpo d’occhio piuttosto eccessivo, troppo bamboleggiante, troppo stucchevole, tanto da risultare immediatamente un personaggio falso e piuttosto irritante.
A questa sensazione generale, si aggiunge un non ottimo doppiaggio, piuttosto, che contribuisce a creare un’immagine indubbiamente falsa del personaggio, tanto da risultare poco gradevole, già ad un primo approccio.
Insomma, per quanto Julia Child potesse essere un personaggio da amare o odiare, a seconda del proprio carattere e della propria storia, il film sicuramente non le aggiunge fascino, anzi, in qualche modo ne peggiora l’immagine.

In questo quadro di lentezza un po’ banale ed un po’ inutile, si inserisce a sorpresa un sempre ottimo Stanley Tucci, che interpreta nel film la parte dell’onnipresente marito della Child: il talentuosissimo Tucci, infatti, riesce a spiccare, nonostante tutto, riuscendo dove le colleghe falliscono, dando, cioè, al suo personaggio quella naturalezza che nel film manca spesso.
Emerge, quindi, con la figura del marito amorevole e che, come nella realtà, è sempre pronto a dare alla moglie il supporto di cui questa ha bisogno, sostenendola quando la situazione lo richiede e gioendo con lei delle sue vittorie.
Nell’insieme si tratta quindi di poco più di due ore che trascorrono piuttosto lentamente, con il frequente rischio della caduta nella guida culinaria vera e propria.
E sui titoli di coda, si aprono nella mente dello spettatore due diverse domande: innanzitutto, a cosa porti questo tipo di film. E poi, soprattutto: se Julie ha mangiato per un anno le ricette di Julia, perchè è ancora così magra?

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