The Kids Are All Right (film)

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Il film “I ragazzi stanno bene”, che nell’originale è stato titolato come “The kids are all right”, è di recente uscito nelle sale italiane, prima di aver fatto il giro di tutto il mondo a partire dell’estate del 2010.
Opera della regista californiana Lisa Cholodenko, che ha qualche direzione cinematografica alle spalle e qualche regia di famose serie tv americane, ma che tuttavia si fa conoscere solo ora, con questa sua ultima fatica, al grande pubblico.

La storia è quella di una famiglia, Nic e Jules e dei loro due figli, figli in realtà della fecondazione assistita, di un donatore di sperma perchè Nic e Jules sono due donne legate ormai da anni e che mandano avanti la loro famiglia in una perfetta armonia e divisione dei ruoli.
Tutto questo a dimostrazione del fatto che i ruoli in qualsiasi aggregato umano non dipendono da un dato biologico come il sesso, un sistema funziona se ogni parte assume un ruolo e manda avanti in maniera virtuosa la macchina sistema, che tra gli ingranaggi ci sia una coerente distribuzione di uomini e donne, mariti e mogli, mogli e mogli o mariti e mariti, poco importa alla macchina.
Ciò che manda avanti è il buon senso.
Quindi il film ci regala prima di tutto l’esempio di una famiglia che il cinema italiano non saprà mai rendere con serenità se non sotto le forme di una macchietta nel caso si tratti di una commedia, o nelle forme di un dramma, perchè l’omosessualità va a braccetto sempre con qualche dramma interiore.

Anche nel modo di fare cinema si intravedono chiaramente le idee e le opinioni della maggior parte della popolazione di quel paese, in Italia per una serie di beceri retaggi l’omosessualità non viene proprio accettata, mentre in luoghi come gli Stati Uniti la verve e la naturalezza con cui vengono dipinti personaggi gay è l’esempio della serena accettazione per gli orientamenti sessuali di ogni individuo.

Ma alla fine il succo del film poco ha a che fare con le problematiche gay, anzi non è l’anomalia di questa famiglia che ci viene raccontata, ma un’anomalia qualunque che subentra in una vita famigliare qualsiasi nella quale ad un certo punto subentri un incidente.
Joni ha 18 anni mossa dalla curiosità scopre che il padre-donatore è un playboy impenitente, tuttavia i ragazzi pensano che il padre debba assumere un ruolo all’interno delle loro vite, di fronte all’evidenza alle madri non resta che introdurlo in famiglia in via ufficiale e da qui una serie di situazioni che fanno ridere garbatamente e di raffinato umorismo dà origine a una vera e propria commedia degli equivoci.
Dialoghi veloci e sferzanti si dimostrano il punto di forza del film, i testi sono stati scritti dalla Cholodenko e l’obittivo di questo film era nelle sue intenzioni, essendo lei stessa lesbica, quella di sfatare tutti quei luoghi comuni che ci sono su lesbighe e gay nella vita di tutti i giorni, ma anche nel cinema.
Si innesca a questo punto un meccanismo tale per cui lo spettatore sarà portato adubitare di tutto e di tutti, Jules è davvero lesbica?

Il cast vanta una carrellata di personaggi noti da Julianne Moore a Annette Bening e Mark Ruffalo.

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