Kill the Irishman (film)

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Pochi mesi fa, esattamente a marzo, è uscito nelle sale cinematografiche un film ispirato alle vicende esistenziali di Danny “The irishman” Green, un americano di origini irlandesi che ha generato molto scompiglio nella malavita americana degli anni’ 70: parliamo del film “Kill the irishman”, basato sul racconto biografico di Danny Green scritto da Rick Porrello. Il regista della pellicola in questione è Jonathan Hensleigh (sceneggiatore di Armageddon e Jumanji) e la sceneggiatura è a cura dello stesso regista con la collaborazione di Rick Porrello e di Jeremy Walters. Kill the irishman è stato girato interamente negli States, dura all’incirca 105 minuti, appartiene al filone dei gangster movie ed è stato distribuito nelle sale americane dalla Anchor Bay Films. Il film è una rivisitazione delle vicende principali che hanno accompagnato l’ascesa ed il declino di Danny Green nel mondo del crimine organizzato. I primi contatti con la mafia americana di Danny (Ray Stevenson) risalgono al periodo in cui divenne capo del sindacato degli scaricatori e pur di difendere l’onore dei colleghi si invischia nelle empietà della malavita. Per le azioni compiute rischia diversi anni di carcere, ma riuscirà a scendere a patti con l’FBI che lo delega come informatore circa i traffici illeciti di una delle famiglie mafiose più potenti d’America: i Gambino. Danny Green e famiglia si trasferiscono a Cleveland, qui Danny inizia un bel rapporto d’amicizia con il poliziotto Joe Manditsky (Val Kilmer) che oltre a rappresentare uno dei protagonisti del film è la voce narrante che tiene unita la trama. Il passare del tempo corrode l’animo del protagonista, a tal punto da voler sfidare apertamente il clan Gambino ed aggiudicarsi il primato sul racket della spazzatura a Cleveland. L’arroganza di Danny, oltre che assicurargli la caccia degli agenti locali, manderà su tutte le furie i Gambino che proveranno ad ucciderlo attraverso svariati attentati. Grazie ai suoi contatti Green riesce non solo a sfuggire alla morte in tutte le occasioni, ma anche ad uccidere i suoi attentatori. Il film si propone di raccontare in maniera emozionante la corruzione dell’animo umano, sempre incline al male ed al potere. Danny Green costituisce una sorta di antieroe, poiché vive la sua negativa trasformazione interiore. Pur essendo un film che ripercorre a tratti il genere action, notiamo che gli effetti speciali non sono molto curati, ciò che sono ben realizzati sono invece le ambientazioni dove la vicende prende vita. La Cleveland rappresentata nel film è fortemente impregnata di tinte noir e persino le musiche di Patrick Cassidy evidenziano quest’aspetto. Tecnicamente la pellicola è ben realizzata, se non fosse per i dialoghi pesanti ed un ritmo di sviluppo della trama parecchio lento che potrebbe annoiare lo spettatore. Eppure grande onore va a questo film perché racconta l’astuzia e la contemporanea debolezza di un uomo che non riesce a districarsi dagli intricati percorsi malavitosi della mafia e il cui nome è leggenda, poiché non è impresa semplice sfuggire a ben 8 attentati. Ognuno vuole la sua fetta, Danny ne ha voluta troppa.

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