La bizzarra famiglia Radley (libro)

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I Radley rappresentano la classica famiglia borghese, non troppo felice, né triste, normale, normalissima se solo non fosse per alcuni piccoli particolari come la pelle diafana come la luna piena, l’avversione verso il sole e il non riuscire proprio a dormire di notte… ah già! Sono vampiri!
Il loro segreto è custodito bene, dai genitori, il medico del paese Peter e la moglie pittrice Helen e dai due figli adolescenti che vivono tra scuola e feste.. almeno fino a quando l’adolescente Clara non scoprirà tutto e metterà in pericolo la vita della famiglia, nonché la propria…
‘La bizzarra famiglia Radley’ è un libro intelligente e dal sottile umorismo, non sfocia mai nell’horror puro, anche se, basa la narrazione sulla creazione di stati d’agitazione che per quanto facciano temere di leggere la pagina seguente, creano anche la voglia irresistibile di arrivare alla fine del libro e sapere finalmente il finale di una storia che trascina ed è ben lontana da quelle di vampiri ora tanto di moda.

Il libro di Matt Haig, edito da Einaudi nella collana Stile Libero (18 €), è stato accolto nei paesi anglofoni molto bene tanto che il regista Alfonso Cuaron (I figli degli uomini) ha già programmato il film che potrà contare una sceneggiatura scritta dallo stesso Haig.
Molto interessante è come la metafora del vampirismo, che in questo periodo vive un momento di forte popolarità, sia stata usata per rappresentare la farsa sociale che si è costretti a vivere ogni giorno, affrontando nemici ed amici che in realtà forse sono peggio.
Per quanto la famiglia presentata dallo scrittore sembri normale, all’inizio, nessuno è mai propriamente felice, anzi, è come se un’inquietudine perenne animasse i personaggi facendoli ciondolare nel libro oppressi dalla vita quotidiana.
Il loro problema è la decisione dei genitori di voler vivere tra gli esseri umani e non nuocere loro, diventando quindi ‘astinenti’ e soffrendo non poco per questa loro decisione che soffoca il loro istinto di vampiro. Argomento poi centrale è la comunicazione familiare: i due figli adolescenti non sanno nulla delle loro origini e scopriranno da soli cosa sono realmente, con tutte le possibili, disastrose, conseguenze che porteranno i genitori a doverli affrontare e spiegare le proprie ragioni per il loro comportamento.

Uno sguardo alla società moderna con le sue bugie e le sue regole che sono infrante senza però che nessuno se ne accorga, una metafora della società contemporanea basata sull’apparenza: lo sguardo è sempre ben puntato sui due ragazzi che iniziano a scoprire se stessi e il mondo che i genitori hanno tenuto nascosto. È una storia di ribellione, di crescita, come un grande romanzo di formazione dove alla fine si riesce a capire di più se stessi e ad accettarsi.
Dopo l’invasione di libri con vampiri perfetti, patinati e fin troppo umani, il libro di Haig è una boccata d’aria fresca che piacerà non solo per la realtà delle tematiche trattate ma anche per lo stile dello scrittore, fluido e scorrevole che non annoia mai.
Da leggere tutto d’un fiato.

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