La nuova Opel Adam

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La nuova creatura di casa Opel ha decisamente un carattere molto forte, come dimostra lo stesso nome, che fa chiaramente riferimento a Herr Adam, fondatore dell’azienda. Un’auto compatta che è pronta a dichiarare guerra alle varie Mini e alla Fiat 500.

La nuova in casa Opel, che porta sulle spalle il peso del nome del fondatore della casa, Adam appunto, è pronta a ritagliarsi un posto tutto suo nell’ampio novero di auto indirizzate a un pubblico giovane. Quest’ambizione è giustificata in particolar modo da una piccola rivoluzione tecnica messa sul tavolo dall’azienda tedesca, che con questo modello consente una personalizzazione quasi totale, con gli esperti di marketing che hanno sviluppato circa un milione di possibili configurazioni.

Il luogo ideale per scatenare quest’auto è senza ombra di dubbio la città, dove la maneggevolezza dello sterzo dà il suo meglio, con movimenti molto fluidi e rapidi. Inoltre, se tale scorrevolezza non dovesse bastare in caso di manovre difficoltose, premendo il tasto City si potrà ottenere manovre ancora più dolci, rese ancora più semplici dai sensori di parcheggio, disponibili con l’aggiunta di trecento euro al costo finale.

Gli stessi apprezzamenti però non possono essere fatti per le protezioni, dal momento che i fascioni risultano ampiamente vulnerabili perfino ai minimi urti, soffrendo terribilmente la mancanza di paracolpi di plastica. Buone invece le prestazioni delle sospensioni che, per quanto dure, non stridono mai in modo tale da infastidire guidatore e passeggeri. Infine, una volta giunti a un semaforo, si potrà apprezzare l’efficienza del sistema stop and start, che si dimostra scattante e puntuale a ogni appuntamento.

Una volta giunti fuori città però Adam mostra caratteristiche all’apparenza imprevedibili. Se la si proietta su strade di campagne colme di ampie curve, i cerchi da 17′, che è possibile ottenere con l’aggiunta di trecento euro, offrono un grip sensazionale. Il motore però non esplode mai veramente del tutto, anzi in alcuni tratti dell’accelerazione pare quasi crollare di colpo, con una notevole ripresa però nelle entrate in curva dove, se pur dopo un’iniziale conoscenza con l’auto, anche il retrotreno riesce a trovare il suo giusto appoggio.

Gli interni dimostrano in tutto e per tutto il carattere cittadino della Adam. In pratica chi è seduto davanti può godersi lo spazio necessario, e addirittura soffermare lo sguardo sulla comodità dei comandi e le finiture piastrellate verdi, o magari divertirsi a gestire l’impianto multimediale attraverso il proprio smartphone, avendo accesso al sistema attraverso l’IntelliLink. Chi si siede indietro invece dovrà già faticare dall’entrata in auto, dovendo fare i conti con un difficoltoso sistema di ribaltamento, per poi affrontare l’ardua sfida di trovare una posizione comoda.

Gli allestimenti proposti sono quattro: base, Jam, Slam e Glam. Sono tutti ben strutturati, in modo tale che le versioni intermedie non costringano l’acquirente a grandi rinunce. Soddisfacenti anche i consumi, ma decisamente meno la garanzia offerta, che si limita ai miseri due anni imposti per legge. Un po’ poco, anche se, con 400 euro, se ne possono aggiungere altri due.

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