“La psichiatra” di Wulf Dorn (romanzo)

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Lavorare in un ospedale psichiatrico può essere un’esperienza difficile per chiunque, e di certo traumatica e terrificante se, in una delle celle dell’ospedale ci si trovasse a parlare con una donna dalla voce di bambina che fa continui riferimenti ad un oscuro Uomo nero, che continua a ripeterle che arriverà a prendere anche lei. La dottoressa Ellen Roth, protagonista del romanzo di Dorn Wulf, si trova così dinanzi ad un corpo scarnito dalle violenze, e ad un’umanità quasi del tutto svanita dagli occhi della povera vittima che le siede di fronte. La paziente quasi non parla, ma, quando decide di farlo, tutto ciò che dice marchia a fondo la mente della dottoressa, la quale non farà altro che pensare all’identità di questo misterioso uomo dal quale la donna sembra essere terrorizzata quasi come se si trattasse del demonio in persona. La situazione però precipita quando Ellen tornata dalla sua nuova paziente scopre che questa è misteriosamente scomparsa. Nessuno sembra averla vista uscire né tanto meno entrare nell’edificio. Così i dubbi iniziano ad attanagliarla. Chi è l’Uomo nero? Cosa ha visto davvero in quella cella e chi era quella donna? Era stata soltanto un’allucinazione? Domande che conducono al vero inizio di questa avvincente storia, fatta di violenza e paura. La psichiatra comincia una ricerca incessante contro tutto e tutti, costretta a convincere chiunque intono a lei che tutto ciò che ha visto e sentito era reale. Nessuno però pare crederle, anche se intanto eventi sempre più strani e terrificanti iniziano ad accadere ripetutamente. Un uomo che la insegue in un bosco, case incendiate con oscure figure di bambini che osservano le fiamme da dietro una finestra, pozze di sangue nei sotterranei della clinica e tutto ciò che di più terrificante possa celarsi nella mente di un essere umano. Un thriller psicologico avvincente messo in scena da Dorn Wulf, che ha già conquistato l’Europa, diventando un vero e proprio caso letterario. Un’analisi al cardiopalma dei nostri più reconditi timori, che la protagonista dovrà affrontare tutti insieme, nella vana speranza di salvarsi, e di non ridursi come quella donna. Quell’essere fatto di ossa e qualche brandello di carne, che è viva soltanto grazie alla sua memoria e null’altro. Morta per il mondo intero ma incubo vivido e reale per lei. Dunque, tirando le somme, si può parlare de “La psichiatra” come di un buon romanzo. Alquanto scorrevole, nonostante le eccessive descrizioni a volte rallentino un po’ la narrazione, e capace di tenere attento il lettore per la maggior parte del testo. Nel finale però tende un po’ a perdere lo spirito brioso della prima parte, quasi fosse stato scritto in tempi differenti. Ad ogni modo il risultato merita un 7, non essendo di certo un capolavoro della letteratura mondiale, come alcuni hanno tentano ingiustamente di farlo passare, ma un bel libro da leggere in vacanza, certo non per rilassarsi, dato il tema; per gli amanti del genere sarà tutto sommato una piacevole lettura.

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