La ragazza che giocava con il fuoco (libro)

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La ragazza che giocava con il fuoco è il secondo capitolo della celebre e fortunata saga “Millennium” di Stieg Larsson, purtroppo morto precocemente nel 2004. Larsson aveva intenzione di creare una vasta opera articolata in ben 10 volumi, tutto ciò che ci resta però sono soltanto 3 libri, che, per quanto magnifici, provane è la passione dimostrata dai lettori di tutta Europa, lasciano l’amaro in bocca se solo si pensa a ciò che sarebbe potuto essere e non è stato. I suoi testi rappresentano un’indagine ed una critica approfondite su quella che agli occhi del mondo appare come una società modello, efficiente e funzionante nei minimi dettagli, quella scandinava. In questo testo tornano i due protagonisti del volume precedente, Mikael Blomkvist e Lisbeth Salander. Il primo è un giornalista di quarant’anni, il cui lavoro si focalizza su inchieste su personaggi importanti della politica e della finanza internazionale, mentre la seconda è una giovane hacker. Entrambi possiedono due menti geniali, che permettono loro di scandagliare a fondo i meandri oscuri del potere politico, fatto di intrighi e misteri. L’attacco stavolta è diretto all’intero sistema. Blomkvist non risparmia davvero nessuno, passando in rassegna differenti ruoli centrali del suo paese. Si parte così dai politici per arrivare agli esponenti dei servizi segreti, passando per poliziotti e giudici. Il giornalista decide di mettere in ginocchio un sistema marcio ma dall’aspetto lindo e perfetto, in realtà caratterizzato da corruzione e violenza. Tutto ciò però si ricollega ancora una volta con la ricerca di Lisbeth, una sua vecchia fiamma, che è indagata per un efferato triplice omicidio e che, andando avanti con la lettura, risulta essere la vera protagonista dell’intero romanzo. Ciò che davvero incanta dei testi di Larrson è la caratterizzazione dei suoi personaggi che prendono vita, non tentano di sembrare persone vere, lo sono e basta. Quasi come se dietro ognuno di questi personaggi, a tratti assurdi e fuori da quella che può essere descritta come normalità, si celasse una persona in carne e ossa, alla quale Larrson abbia potuto liberamente ispirarsi nei minimi particolari, dal carattere ai gesti, fino al modo di pensare e vedere il mondo. Questo testo inoltre, naturalmente per chi abbia già letto il primo, sotto molti aspetti indispensabile per una concreta e completa comprensione di questo volume, in svariati punti supera addirittura il primo, il testo che ha spianato la strada all’enorme successo della saga, di cui l’autore purtroppo non ha potuto godere. Leggendo “La ragazza che giocava con il fuoco” infatti ci si rende facilmente conto di come sia scritto in maniera differente. Il numero di pagine è decisamente ingente ma, una volta ritornati nel mondo di Larrson, tutto sembra scorrere a velocità doppia, rendendo di gran lunga più godibile la “scalata” all’ultima pagina di questo emozionante romanzo.

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